Lotta al glaucoma. Convegno alla Mater Domini

Si parlerà della tecniche chirurgiche alternative, meno invasive come la "Sclerectomia Profonda"

Il glaucoma è una grave malattia oculare che colpisce per lo più la popolazione di età superiore ai sessanta anni. La terapia di cura del glaucoma è principalmente medica e si basa sull’uso quotidiano di colliri. L’esame periodico della pressione oculare e del campo visivo permette di verificare che il glaucoma sia ben controllato e che la funzione visiva sia ben conservata.
A volte, però, il danno a carico del nervo ottico provocato dal glaucoma progredisce nonostante la terapia medica. In questi casi occorre ricorrere all’intervento chirurgico, detto “Trabeculectomia protetta”.
L’intervento è solitamente consigliato nei casi di estrema necessità, considerando le varie complicanze che possono insorgere nel periodo post-operatorio.
Per risolvere tale ostacolo, sono state recentemente proposte tecniche chirurgiche alternative, non penetranti e pertanto meno invasive, tra cui la “Sclerectomia Profonda”.
La Sclerectomia profonda è una delle tecniche più promettenti, affinata e perfezionata attraverso numerosi studi sperimentali ed una grande esperienza clinica dal prof. André Mermoud (Hôpital Ophtalmique Jules Gonin – University of Lausanne – Svizzera).
Da quattro anni questa tecnica è utilizzata dall’Unità di Oculistica dell’Istituto Clinico Mater Domini di Castellanza (VA) che terrà sabato 8 marzo un convegno dal titolo “Sclerectomia profonda: incontro con André Mermoud”.
“L’interesse per la sclerectomia profonda si basa principalmente sulla sicurezza – afferma il dr. F. Marcoli, responsabile del Servizio di Glaucoma dell’Istituto Clinico – che riduce enormemente i rischi di gravi complicanze. Questo permette di ampliare significativamente il campo di utilizzo della chirurgia nel glaucoma, dai casi di effettiva intolleranza della terapia medica ai casi cosiddetti più avanzati. Solo l’accurata esecuzione di questa vera e propria microchirurgia permette di ottenere i migliori risultati, ed è per questo che siamo particolarmente felici di avere come ospite il prof. A.Mermoud, un esperto di valore mondiale che tanto ha contribuito alla messa a punto di questa metodica. La partecipazione di chirurghi oftalmologi provenienti da tutto il nord Italia conferma l’interesse della classe oftalmologica per questa chirurgia ‘mini-invasiva’ che, anche nella nostra esperienza, si è rivelata sicura ed efficace”.
Nel corso dell’incontro, oltre alle relazioni del prof. Mermoud e del dott. Marcoli, sono previste prove pratiche sperimentali a scopo didattico.

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Pubblicato il 05 Marzo 2003
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