Muri imbrattati con stella a cinque punte. Ds: «È una vergogna!»

Il segretario dei Democratici di Sinistra insorge contro il simbolo comparsi abusivamente su molti muri del paese

riceviamo e pubblichiamo

In questo ultimo mese sono comparse sui muri di Gerenzano delle banali scritte riportanti il simbolo della stella a cinque punte, di passata memoria e di recenti dolori.

Forse dietro a quella mano che ha imprudentemente, e noi ci auguriamo inconsciamente e come semplice burla, tracciato con lo spray un segno, la comprensione e la coscienza si sono annullate?

Forse non riuscendo a esprimere in modo aperto e democratico il suo dissentire sulla politica amministrativa ha dovuto nascondersi nell’oscurità della notte per imbrattare muri? Tra l’altro questo è segno di disprezzo verso il decoro e la proprietà altrui.

Questo, o questi esseri, che hanno compiuto tale ignobile gesto non hanno null’altro da fare che sfidare il mondo nascondendosi, rendendosi vigliaccamente invisibili?

Purtroppo non si può tacere di fronte a tale gesto, che rischia di venire strumentalizzato, che rischia di trascinare il dibattito e il confronto democratico in una lite meschina e improduttiva; ognuno ad attaccare o a difendersi per una bega fine a se stessa, che sicuramente non può essere definita politica.

Chi si è permesso di utilizzare tale simbolo per firmare le sue scritte tende ad allontanare il pensiero e la discussione democratica, che si basano su problematiche reali che riguardano la gestione politico-amministrativa del paese, tende ad offuscare problematiche che hanno ripercussioni a livello mondiale, come la guerra in Medio Oriente, provocando dissapori e tensioni che allontanano la popolazione dalla vita politica del proprio paese, che vuole realizzati progetti che rendano il nostro paese degno di essere vissuto, che vuole esprimere il proprio dissenso in modo civile e democratico e desidera essere ascoltato e rispettato nel proprio pensiero.

La democrazia non è forse in questo modo svilita? Quando il confronto porta ad attacchi personali, quando il dissenso porta all’odio e alla guerra, quando si scelgono le tenebre per esprimere i propri pensieri e si rifiuta il confronto alla luce del sole, allora abbiamo perso tutti, perché non esiste la verità quando viene denigrata e uccisa la democrazia, il libero e civile confronto.

Mi auguro che queste poche parole, forse non del tutto esaurienti, possano giungere ai misteriosi e per nulla democratici esseri che hanno compiuto questo gesto grave e intollerante, affinché possano riflettere e imparino che il primo modo per poter essere liberi di esprimere i propri pensieri e i propri disappunti è quello di imparare a rispettare la diversità degli altri; il rispetto, la convivenza civile e la pace si ottengono solo attraverso il rispetto e la consapevolezza dell’importanza di ogni essere umano, e non scimmiottando e strumentalizzando simboli che affondano le proprie radici in un lontano e recente bagno di sangue.

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Pubblicato il 25 Marzo 2003
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