«Per il Centro dei dialetti un trattamento di favore»
Busto Arsizio – Il centrosinistra denuncia i rapporti con il Centro regionale delle culture lombarde. E minaccia di ricorrere alla Corte dei conti
Il Centro regionale delle culture lombarde di Busto Arsizio è un’associazione privata foraggiata dal comune. Al momento, il centro usa gratuitamente gli spazi dei Molini Marzoli, e vi lavorano impiegati comunali. Secondo quanto stabilito da una convenzione, il comune verserà alle casse del Centro, in dodici anni, 240mila euro. La denuncia è dei Progressisti per Busto e della Margherita che promettono battaglia.
«È l’associazione più privilegiata della città» spiegano i consiglieri comunali di opposizione. Un trattamento «illegittimo e iniquo» nei confronti delle altre associazioni. Per questo motivo i consiglieri della minoranza hanno depositato una risoluzione che invita il sindaco Luigi Rosa a ritirare la delibera firmata dal suo predecessore Gianfranco Tosi e che regolamenta i rapporti fra l’ente e il Centro regionale. L’iniziativa è stata presentata giovedì 13 nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Gilardoni. E se Rosa si dimostrasse sordo all’invito dei centrosinistra, la battaglia appena iniziata continuerebbe altrove. «Andremo avanti e ci rivolgeremo alla procura regionale della Corte dei conti».
A spiegare i termini della questione è stato l’avvocato Angelo Verga (Progressisti). Insieme a lui c’erano Mariella Pecchini, Ovidio Di Paola e Nicola Ruggiero dello stesso gruppo e Valerio Mariani e Davide Pozzi per la Margherita. Tutti hanno puntato il dito su uno degli ultimi atti amministrativi della giunta Tosi.
Sebbene la convenzione non sia mai stata firmata, né da Tosi né da Rosa, al Centro regionale lavorano già due impiegati e un funzionario del comune. Il dottor Piercarlo Carnaghi figura infatti fra i due coordinatori come delegato dell’ufficio di gabinetto del sindaco.
«Quando fu approvata, questa delibera aveva previsto anche una variazione di bilancio che toglieva il contributo di 20mila euro alla facoltà di biologia dell’Insubria per destinarlo a questa associazione privata» spiega Verga.
«Siamo di fronte ad un uso privato di beni e soldi pubblici» aggiunge Mariani. «È una situazione iniqua se confrontata alla realtà delle altre associazioni bustesi, vorremmo sapere quali sodalizi godono dello stesso trattamento e quanti possono usare gratuitamente gli spazi del comune» commenta Pecchini.
E se sulla questione Rosa si riserva del tempo prima di dire la sua, voci di corridoio dicono anche che più di due settimane fa l’ex sindaco Tosi, aveva sollecitato l’attuale primo cittadino alla firma della convenzione. Una sollecitazione che ad oggi il sindaco non ha ancora raccolto.
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