Giusta la protesta, ma attenzione al pieno in Svizzera

Varese – I benzinai vogliono far sentire le proprie ragioni con lo strumento dello sciopero. Pro e contro di un'iniziativa che coinvolgerà tutti

Da oggi 9 aprile e sino all’11, poi dal 16 al 22 – il periodo pasquale – ci saranno benzinai che negheranno ai clienti il pagamento del rifornimento con il bancomat. I dettagli del singolare sciopero sono stati già spiegati da Stefania Radman e oggi a sciopero iniziato sono doverose alcune considerazioni. Se ci mettiamo dalla parte dei benzinai non possiamo non riconoscere la fondatezza della loro protesta nei confronti delle banche che hanno deciso di aumentare la quota imposta ai gestori delle pompe per il servizio bancomat. Le banche in questione avranno le loro buone ragioni e sarebbe stato opportuno che le avessero comunicate a tutti, tanto per la trasparenza. Nel nostro Paese è nota l’arroganza del sistema bancario che a volte si manifesta come clamorosa incompetenza. L’ultima grande impresa di parecchi istituti di credito è stata quella di svuotare le tasche a migliaia di clienti fiduciosi quando già c‘erano segnali forti della crisi borsistica: non poche banche hanno continuato a inventare nuovi prodotti finanziari per invogliare i clienti a investire. Un’avventura che è costata cara alla gente. Come non condividere il malumore di un benzinaio che deve alle banche 445 delle vecchie lire anche su un rifornimento di pochi litri? Si condivide molto meno la protesta quando alla fine ricade sui clienti, sugli utenti di un servizio, appunto il pagamento a mezzo bancomat, che si è diffuso rapidamente perché rappresenta un elemento di sicurezza personale molto importante. La gente infatti oggi tiene in tasca e in casa pochissimi soldi liquidi, si sente più protetta grazie al bancomat e alla carta di credito e in effetti corre meno rischi, lasciando a bocca asciutta i malviventi che disgraziatamente dovessero prenderla di mira. L’aumento della sicurezza è stato notevolissimo per gli stessi benzinai, un tempo vittime di rapine anche cruente, oggi molto più tranquilli perché gli incassi grazie al bancomat sono al sicuro. I benzinai che da oggi sono in sciopero espongano un cartello, avvertano i possibili clienti della loro iniziativa e quelli che invece non aderiscono facciano altrettanto: è un minimo di collaborazione dovuta agli automobilisti. Lo sciopero è un diritto e come tale va da tutti accettato, ma ci sembra di cattivo gusto la “ serrata del bancomat “ in occasione delle feste pasquali perché rappresenta una punizione inflitta ai clienti in giorni di serenità e forse anche uno schiaffo al nostro sistema turistico. Non saranno pochi gli automobilisti che per non piegarsi riprenderanno la via della Svizzera dove saranno accolti a braccia aperte. Già, è bene non dimenticare i giorni dei distributori varesini con le ragnatele.

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Pubblicato il 09 Aprile 2003
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