Arcisate–Stabio, un fronte comune per convincere Roma
Varese – Gli amministratori locali cercano la coesione per chiedere al Ministero la modifica del progetto preliminare
Interramento, tutela del paesaggio e doppio binario fino a Varese. In questi tre punti possono riassumersi le osservazioni presentate dai comuni interessati dalla linea ferroviaria Arcisate-Stabio nelle settimane scorse e ufficializzate in un incontro terminato nel primo pomeriggio di oggi, 6 maggio, a Villa Recalcati. Un incontro tecnico, fra amministratori, che non a caso ha avuto luogo in Provincia, ente che, appoggiato dai comuni e alla Comunità Montana Valceresio, si è fatto promotore da tempo di un “fronte comune” per modificare il progetto preliminare presentato dagli enti committenti (da parte italiana, Rfi e Regione). Obiettivo: convincere Roma a concedere le variazioni del progetto preliminare. I sindaci chiedono infatti che vengano apportate alcune modifiche indirizzate verso l’interramento della linea – per evitare un possibile inquinamento fonico a causa dell’incremento dei treni – e verso la predisposizione del doppio binario fino a Varese (attualmente è previsto un tratto a doppio binario solo tra Arcisate e Stabio). Le osservazioni dei comuni, appoggiate da un’osservazione più generica presentata dalla Provincia giungeranno ora in Regione. Da qui, secondo i tempi del progetto inserito nella legge obiettivo, partiranno per Roma dove saranno poste al vaglio del Governo dopo il prossimo 25 maggio. Il passo non è facile in quanto la variazione del progetto chiesta dai comuni comporterà un aumento dei costi di almeno il 10 per cento sul totale preventivato: si tratta di circa 25 milioni di euro in più che le amministrazioni, da sole, non possono coprire. Le sole osservazioni, insomma, senza una debita copertura finanziaria dovuta all’impennata dei costi, potrebbero non essere accolte da Roma.
«Proprio per questo motivo – spiega Carlo Crosti, sindaco di Induno Olona – stiamo coinvolgendo sia l’amministrazione provinciale che quella regionale per la costituzione di un tavolo a cui si siedano gli amministratori interessati dall’opera per creare un fronte politicamente compatto sul territorio, oltre a mettere sul piatto i diversi impegni di natura economica che ciascun ente può garantire. Certo non c’è molto tempo: prima del 25 maggio dovremo presentare una relazione completa, in modo tale che il progetto e le nostre osservazioni viaggino di pari passo: non avrebbe senso iniziare i lavori nel 2005 per poi riammodernare la linea qualche anno dopo. Questo è il concetto che deve passare».
Anche il numero due a Villa Recalcati Giorgio De Wolf si è espresso positivamente circa l’ipotesi di creare sinergie fra le forze in campo: «Ci sembra la soluzione ottimale per ribadire la strategicità della linea, per tenere conto delle osservazioni dei Comuni e per presentare alla Regione una serie di soluzioni e accorgimenti. La Provincia insomma non svolge solo un ruolo di coordinamento ma si impegna attivamente in prima persona».
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