Busto Arsizio nel gotha della radiologia mondiale
Inaugurata ufficialmente all'ospedale di Busto una nuovissima Tac multistrato destinata a rivoluzionare il campo della diagnostica
Un fiore all’occhiello per la sanità bustocca, ma anche per quella lombarda e nazionale. L’azienda ospedaliera Ospedale di Circolo di Busto Arsizio ha recentemente acquistato e installato una nuovissima TAC multistrato e a 16 canali. Un gioiello tecnologico che non ha al mondo rivali più sofisticati. Insomma, una macchina che farà di Radiologia, già rinomata essendo annoverata da uno studio degli Stati Uniti tra i dieci migliori reparti non americani al mondo, un centro di riferimento internazionale.
La nuova TAC, in soldoni, permette d ottenere immagini diagnostiche basate su raggi X in un tempo ridottissimo: dalle costole all’osso pubico in soli quattro secondi. Il fatto di essere multistrato consente di acquisire simultaneamente più strati corporei in frazioni di secondo. I vantaggi di tanta tecnologia si evidenziano soprattutto nelle aree diagnostiche più delicate aprendo spazi fino ad oggi preclusi alla TAC. È il caso dell’endoscopia virtuale in distretti anatomici quali il colon, la vescica e le vie aree che fino ad oggi venivano scandagliate solo con tecniche invasive. Miglioramenti sono possibili anche nelle ricerche vascolari e ossee, così come nello studio del torace, dell’addome e dei distretti neurologici. Campo nuovissimo, infine, è quello dell’analisi cardiaca: la nuova Tac permette una visualizzazione perfetta delle coronarie e arriva persino ad analizzare la quantità di flusso sanguigno dei vari distretti con la possibilità di diagnosi precoce per l’infarto. Le applicazioni strabilianti si ottengono soprattutto in campo oncologico: l’abbinamento informatico tra la nuova Tac e l’ecografia apre nuove vie chirurgiche e terapeutiche.
Attualmente il rivoluzionario macchinario effettua una media di 15/18 esami al giorno, ma solo in parte viene utilizzato per le implicazioni più delicate. Il reparto ha in dotazione tre macchine per la Tomografia Assiale Computerizzata e le liste d’attesa, per esami ordinari variano dai 45 ai 60 giorni. La sanità sta attraversando un periodo difficile e la razionalizzazione certo non giova a smaltire le "code". Il dottor Gianluigi Solbiati, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini e radioterapia, suggerisce una possibile via d’uscita: «Attualmente l’offerta sul territorio è abbastanza elevata. Non tutta di livello uguale. Si potrebbe distinguere, quindi, le patologie meno gravi, che potrebbero essere indagate da Tac meno sofisticate, da quelle più gravi per le quali andrebbero impiegati i mezzi tecnologicamente più avanzati. Noi sono ormai due mesi che stiamo utilizzando la Tac multistrato a 16 canali e ci stiamo specializzando anche nelle indagini coronariche. Attualmente dedichiamo ai casi più gravi due o tre mezze giornate, ma la richiesta aumenterà sicuramente».
Di razionalizzazione ha parlato anche l’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani che ha ribadito l’esigenza di tagliare le spese inutili e gli sprechi: «Per sprechi intendo dire macchine blu, scrivanie faraoniche, insomma spese che con i servizi sanitari centrano poco. In Italia la sanità ottiene finanziamenti tra i più bassi a livello europeo. Siamo costretti a tagliare ma senza abbassare la qualità del servizio».
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