Ginelli: «Vogliamo servizi all’altezza e investimenti coraggiosi»

Cinque domande al candidato della Lista Jerago e Orago Insieme

Giorgio Ginelli

1. Si presenti agli elettori 
«Sono Giorgio Ginelli, ho quarantadue anni; sono sposato, con due figli. Sono un medico dentista libero professionista. Nelle file della DC ho maturato una lunga esperienza politica e amministrativa e dal ’95 al ’99 ho guidato, credo in maniera responsabile, la minoranza all’interno del consiglio comunale, dopo essermi presentato a capo di una coalizione di ispirazione cattolica . Adesso sono a capo di una coalizione di centro destra composta da An, FI, Lega Nord, Udc e Movimento Democratici Italiani».

2. Perché ha deciso di candidarsi? 
«Perché sono fortemente legato al paese nel quale sono cresciuto. Perché credo nella politica e soprattutto perché prima poi viene sempre il momento di chiedersi: “Cosa posso fare io per la comunità in cui vivo?”. E il momento è arrivato: alla guida di una trasparente e compatta coalizione di partiti, garante del rispetto delle regole democratiche, della serietà degli intenti e del principio che ci guida: al servizio dei cittadini per dare nuovo impulso alla vita sociale, economica e culturale del nostro paese».

3. Quali sono i problemi da risolvere a Jerago? 
«Il nostro comune ha bisogno di maggiore cura e attenzione: i servizi primari innanzi tutto a partire da fognatre ed acquedotto. Sono certamente necessari investimenti coraggiosi per garantre un servizio di qualità e di conseguenza una forte e costante pressione sulla società che gestisce le strutture per garantire risultati rispondenti alle necessità. Ci pare poi che ultimamente il paese sia stato un po’ trascurato: noi lo desideriamo ordinato poichè con case belle, servizi che funzionano la sicurezza che esiste e tutte le necessità primarie garantite, ci sono vivacità e benessere. Benessere significa curare il tempo libero e l’aggregazione, quindi salvaguardare e curare gli spazi verdi, creare aree e parchi che ora sono carenti e che certamente permetteranno di rendere Jerago e Orago ancora più vivibili e amati».

4. Come intende agire per il bene del suo comune? 
«Partendo da una precisa ricognizione dei bisogni collettivi dell’intera comunità o di zone/fasce della stessa; dalla comprensione di quelle situazioni che sono destinate nei prossimi anni a diventare problematiche. Il secondo passo sarà quello di realizzare una mappa delle risorse proprie dell’amministrazione e dei privati per intervenire ottimizzando , riordinando e potenziando i servizi resi alla cittadinanza; oppure, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà sostenere, salvaguardare l’iniziativa del singolo, allo scopo di tagliare i costi e la burocrazia senza rinunciare però alla qualità del servizio. Altro aspetto importante da prendere in considerazione è quello ormai per garantire certe prestazioni, certi servizi nei comuni piccoli come il nostro è ormai impensabile pensare di poter fare affidamento sulle proprie forze, sia in termini di personale che di investimenti. Il futuro è quello delle convenzioni, dei consorzi con comuni limitrofi per risolvere quei problemi, quei disagi che accomunano le piccole realtà come le nostre. È finito il tempo del chi fa per sé fa per tre!»

5. Quale sarà il progetto qualificante del suo futuro mandato? 
«Senza dubbio la Variante generale al Piano Regolatore. Jerago e Orago hanno bisogno di un intervento coraggioso e risolutivo che, con gli interventi che sono il logico corollario della revisione generale del PRG (Piano del Traffico, Piano del Commercio ecc.), risponda alle esigenze di salvaguardare e tutelare le aree verdi e le zone boschive; di riqualificare i due centri storici; di razionalizzare e omogeneizzare gli insediamenti abitativi, evitando la cementificazione selvaggia; di rispondere in maniera seria e adeguata alle problematiche e alle necessità dei settori produttivi (commercio, piccola e media industria, artigianato). La volontà è quella di fare in modo che i nostri giovani possano crearsi una famiglia e continuare ad abitare e lavorare, perché no, a Jerago od Orago. Nell’ottica poi di definire in maniera ottimale l’assetto urbanistico del paese rientrano l’adeguamento e il completamento delle strutture sportive comunali, dei parchi pubblici o di quartiere».

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Pubblicato il 21 Maggio 2003
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