«Giù le mani dall’ospedale di Luino»
Luino – Consiglio comunale straordinario sulle sorti dei presidi del Verbano. Unanimità dell’assemblea su un documento che si oppone al nuovo ospedale e chiede il potenziamento delle strutture esistenti
Pubblico da grandi occasioni per il consiglio comunale straordinario sulle sorti dell’ospedale di Luino organizzato ieri sera, 20 maggio nelle sale di palazzo Crivelli Serbelloni. Consiglio scontato nell’esito – era già passato all’unanimità nella conferenza dei capigruppo il documento presentato all’assemblea – ma certo utile per la cittadinanza intervenuta.
Dopo l’apertura della discussione la parola è passata ai capigruppo per definire le diverse posizioni. Se in ultimo il dibattito ha portato all’unanimità il documento dove in pratica si chiede di non alienare Luino e Cittiglio a favore del terzo ospedale di cui da mesi si parla, nell’itinere della discussione non sono mancate le considerazioni di carattere politico. Il consigliere Tosi del centrosinistra per Luino ha infatti ricordato le responsabilità delle amministrazioni che approvarono, lo scorso ottobre, un documento firmato da numerosi sindaci che di fatto diede il via libera politico ai disegni di riordino sanitario della Regione nell’Alto Varesotto. Come risposta la posizione del gruppo dell’Udc che, per bocca del consigliere Mandanici, ha parlato di una morte lenta della struttura di Luino, già a partire dal 1997 quando alcuni reparti – ostetricia e pediatria – vennero trasferiti a Cittiglio. Posizione in parte condivisa dall’assessore Castelli, di Forza Italia, che ha sottolineato le responsabilità delle precedenti amministrazioni comunali (all’epoca il sindaco era lo stesso Tosi) sullo smembramento dell’ospedale. La querelle è terminata per bocca del sindaco che ha cercato di abbassare i toni della discussione, sulla quale ha chiuso Tosi affermando che se gli ospedali di Luino e Cittiglio non sono stati oggetto di uno smantellamento è proprio grazie all’intervento delle amministrazioni che allora – era il 1998 – si batterono per tenerle in piedi.
Al di là delle schermaglie politiche e del documento, l’assemblea ha in pratica sottolineato l’assenza di uno studio che metta in evidenza i bisogni della cittadinanza in materia sanitaria e sulla mancata designazione della copertura finanziaria per la nuova struttura, che potrebbe sorgere a Cassano Valcuvia. Lo stesso Mentasti ha affermato che il problema della sanità nell’Alto Varesotto va distinto dalla questione del nuovo ospedale. «Semmai verrà costruita – ha affermato il sindaco – la nuova struttura sorgerà almeno tra 10 anni. Dobbiamo quindi chiederci come verrà affrontato il problema degli ospedali che nel frattempo esistono sul territorio e che ora rispondono ancora bene alle esigenze dei cittadini».
Sulla situazione attuale dei due ospedali anche Andrea Pellicini, di An, è intervenuto, affermando che è opportuno che i due ospedali non si facciano la guerra ma combattano assieme la battaglia per la sopravvivenza. “Giù le mani dall’ospedale”, invece, lo slogan coniato dall’assessore Gobbato.
Il documento passato all’unanimità chiede: il ritiro della delibera regionale dello scorso aprile nella quale si parlava di “alienazione” dei due ospedali a favore del nuovo presidio, il ripristino dei reparti dell’ospedale di Luino, il mantenimento degli impegni assunti nel 1998 dall’Azienda Ospedaliera nel piano di riorganizzazione dell’Ospedale del Verbano e la possibilità, da parte della Giunta e del Consiglio Regionale, di ricevere una delegazione del consiglio comunale di Luino.
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