Sport si Può, soprattutto se si è diversamente abili
Varese - Presentato a Villa Recalcati un opuscolo che spiega le attività sportive a sostegno dei ragazzi portatori di handicap dagli 11 ai 14 anni. Una tradizione da alcuni anni in continuo miglioramento
Nuoto, psicomotricità, pattinaggio sul ghiaccio, ma anche judo, karate e pallamano. Sono gli sport che 102 alunni diversamente abili appartenenti a 20 scuole medie inferiori di Varese, Busto, Gallarate, Luino e Sesto Calende hanno potuto praticare nel corso dell’anno scolastico in corso. Un’esperienza che ormai si rinnova da qualche anno ma che vede sempre aumentare il numero di proposte. La Provincia di Varese, coordinatrice dell’iniziativa, ha voluto quest’anno condensare gli obiettivi e le linee guida del progetto motorio con un opuscolo dal titolo “Sport si può” che verrà distribuito nelle scuole, nelle biblioteche e nei comuni del territorio. Lo scopo è quello di far conoscere quanto più possibile la bontà dell’iniziativa, raggiungendo anche quelle famiglie che ancora ignorano le opportunità per i portatori di handicap.
Nel 2002 alcuni problemi organizzativi hanno limitato le potenzialità del progetto che oggi, a macchina maggiormente oliata, dovrebbe essere in grado di garantire una partenza a pieno regime già nel settembre prossimo. In programma anche un coinvolgimento delle scuole elementari.
L’opuscolo promuove e descrive le varie attività sportive organizzate dal settore provinciale alla Sport, in stretto collegamento con l’Assemblea Provinciale Sport Disabili, a cui aderiscono il CONI, la FISD, il Centro Servizi Amministrativi, l’Asl e le rappresentanze degli enti locali e dell’associazionismo sportivo e sociale. Da quest’anno, al progetto si è unita anche la Scuola di specialità Medicina dello Sport dell’Università dell’Insubria per svolgere attività di coordinamento e di analisi dei dati di carattere sanitario.
Sport si Può vuole arrivare a sensibilizzare il maggior numero di persone: i portatori di handicap, le loro famiglie, ma anche volontari e insegnanti che si facciano promotori dell’importanza sia fisica sia psicologica delle attività sportive in un’età, quella adolescenziale, in cui si manifestano le prime difficoltà della crescita.
Alla presentazione dell’opuscolo, realizzato dall’assessorato al Marketing Territoriale della Provincia, sono intervenute anche le associazioni sportive e sociali impegnate, le quali hanno fatto presente le difficoltà legate alla formazione continua di nuovi istruttori e la necessità di coinvolgere maggiormente le famiglie spesso abbandonate a sé stesse nel gestire la situazione quando il corso sportivo finisce.
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