Teleriscaldamento, il Comune ci pensa

Il teleriscaldamento necessita di tecnologie costose, ma il Consorzio valuterà la possibilità di uno studio di fattibilità

Busto Arsizio potrebbe dire addio alle caldaie e riscaldarsi con l’energia prodotta dall’inceneritore di Borsano. Si chiama teleriscaldamento e se altrove è una realtà, per la città rappresenta una meta ambita. E’ lontana da raggiungere, perché i forni del termodistruttore Accam sono tecnologicamente arretrati per consentire il riutilizzo dell’energia prodotta. Ma non si tratta di un obiettivo impossibile e il Consorzio potrebbe studiarne la possibilità. E’ questo infatti il senso della decisione presa nei giorno scorsi nell’ultimo consiglio comunale. All’unanimità è stata infatti votata una proposta di Rifondazione Comunista, sottoscritta da Margherita e Progressisti, che invita l’amministrazione comunale ad impegnarsi in questo progetto. E visto che non deve essere l’amministrazione a farsi carico di progetti per un impianto che serve decine di comuni del basso Varesotto, la decisione del consiglio comunale si tradurrà a sua volta nell’invito al consiglio di amministrazione a redigere uno studio di fattibilità tecnica sul teleriscaldamento.
A questa richiesta i consiglieri della minoranza hanno aggiunto anche la richiesta di un piano di bonifica dell’area che circonda l’inceneritore. Se per i Progressisti il provvedimento viaggia sull’onda della compensazione, che ripagherà con il riscaldamento gratuito gli effetti negativi della presenza dell’inceneritore, Rifondazione insiste sulla questione ambientale. "Spegnere le caldaie significa diminuire l’inquinamento" dice Antonio Corrado. Ma non è tutto. Il capogruppo di Rifondazione, soddisfatto dell’impegno sottoscritto dall’assemblea, punta il dito su quella che chiama l’inefficienza della maggioranza. "Forza Italia è stata votata dai comitati di Borsano, esprime con Fontana anche il presidente della commissione ambiente, eppure da un anno non ci sono stati interventi concreti su Borsano, dopo un anno possiamo dire che si tratta della prima azione concreta".
Il sindaco Luigi Rosa ha invece ricordato che entro il trenta giugno sarà pronto il nuovo statuto del consorzio che allora diventerà una società per azioni. Cambieranno molte cose, secondo Rosa e lo statuto premierà i comuni che riciclano di più. Il vertice del consorzio non disdegna invece lo studio di fattibilità sul teleriscaldamento, ma i forni (nati già vecchi) per riscaldare la città necessitano di modifiche che richiedono impegni di spesa ingenti. E non è un mistero che il presidente dell’Accam Giancarlo Tovaglieri intraveda in un maggior conferimento di rifiuti la strada per aumentare il fatturato. Non sono semplici punti di vista, ma strategie differenti che nel nuovo statuto dell’Accam dovranno pur trovare una sintesi. 


 

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Pubblicato il 27 Maggio 2003
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