Ad Angera, per …. partorire nell’arcobaleno

Inaugurato il polo materno infantile, ristrutturato e ammodernato. La cromoterapia alla base della scelta dei colori

La sanità è in crisi? E chi lo dice? «I tagli in questo campo non riguardano i servizi ai cittadini, altrimenti sarebbe un autogol politico». Questa l’assicurazione dell’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani intervenuto all’inaugurazione del polo materno infantile dell’ospedale di Angera: «In vista del 2005 e dell’apertura delle “frontiere” sanitarie, quando i cittadini potranno andare all’estero a farsi curare, non possiamo abbassare il livello qualitativo».
E quindi, il vento dell’ottimismo è soffiato questa mattina ad Angera, grazie ad un polo materno infantile ristrutturato e riorganizzato. A volere fortemente la nuova veste sono state le due responsabili: la dottoressa Rita Mancini, primario di ginecologia ed ostetricia (sotto nella foto) , e la responsabile della pediatria dottoressa Serenella Scotta. Giallo, verde e rosso i colori predominanti nelle corsie sulla base della cromoterapia.
Negli ultimi anni il reparto ha vissuto una profonda trasformazione soprattutto dal punto di vista qualitativo: dai 200 parti e 500 interventi chirurgici del 1999, si è passati ai 405 parti e 829 interventi del 2002. Caratteristica del reparto, come di tutto l’ospedale, è il rapporto stretto tra pazienti e personale medico e infermieristico.

L’apporto ospedaliero, poi, non si ferma al solo periodo di degenza: apprezzati sono i corsi di preparazione al parto che hanno ottenuto anche l’apprezzamento dell’Asl, mentre un rivoluzionario servizio di assistenza post parto il “Call Mother center” offre ausilio psicologico alle neo mamme in difficoltà emotiva.
Orgoglioso dei risultati raggiunti si è detto Giovanni Rania, direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate di Gallarate, il quale, però, vista la presenza di Borsani, ha voluto osare ulteriormente, chiedendo ufficialmente la possibilità di organizzare un Pronto Soccorso ad Angera: «Il personale infermieristico è sufficiente. Dovremo soltanto implementare di tre unità la forza medica».

Una domanda a cui Borsani, molto diplomaticamente , non ha risposto, rimandando ogni valutazione alla mappatura dei punti d’urgenza ed emergenza che l’assessorato sta facendo a livello regionale: «Ovunque vada mi sento tirare per la giacchetta – esordisce l’assessore – prendiamo atto della volontà che valuteremo quando avremo finito l’indagine».

E nel futuro di Angera, anche altri risultati importanti: dal centro di Malattie del Fegato che si realizzerà in collaborazione con l’Asl e l’Università dell’Insubria, all’implementazione dei servizi ortopedico e traumatologico, alla trasformazione di alcuni posti letto di medicina e chirurgia in posti per riabilitazione e lungodegenza.

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Pubblicato il 30 Giugno 2003
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