Arrestata banda di spacciatori

Operavano nei boschi di Origgio e Uboldo e vivevano a Milano. sequestrato mezzo chilo di gioielli e diverso materiale rubato

Vestivano con abiti di Armani, andavano in giro in taxi e operavano nei boschi tra Origgio e Uboldo, incutendo parecchio timore ai tossicodipendenti. Ma non solo: in otto mesi hanno spedito, tramite posta, oltre 70 mila euro al padre in Marocco. Si tratta dei tre uomini di origine marocchina arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri di Saronno dopo un’indagine durata circa due anni.
A casa dei malviventi, che vivevano tutti e tre in un appartamento a Milano, sono stati trovati oggetti rubati per un valore di circa 15 mila euro, mezzo chilo di gioielli in oro, e oltre 4 mila euro in contanti. Secondo i carabinieri, guidati dal capitano Andrea Nodari (foto sotto), si tratta di merce ottenuta in cambio dello spaccio di sostanze stupefacenti.

I carabinieri della compagnia di Saronno da tempo tenevano d’occhio i tre uomini con inseguimenti in borghese, sia nel basso varesotto che nel milanese. Nei boschi di Origgio e Uboldo i tre (A.E. 26enne, il fratello A.E. 20enne, R.F. 19enne) operavano di notte nei boschi del basso varesotto con l’aiuto di un palo, E.R. 31enne di Cardano al Campo. Quest’ultimo li andava a prendere in macchina a Milano, li aiutava nello spaccio facendo il "palo" e controllando che non vi fossero forze dell’ordine nei paraggi, poi, a notte inoltrata, li riaccompagnava a casa sulla propria auto. A Milano, invece, i tre si muovevano in taxi: per paura di essere seguiti, sia da carabinieri che da tossicodipendenti, cambiavano vettura in continuazione.

L’altra notte l’azione conclusiva dell’operazione dei carabinieri. Il nucleo operativo radiomobile, guidato dal maresciallo Nicolò Musciottola, ha deciso di passare all’azione. Dopo aver seguito i malviventi per i boschi della zona, i carabinieri hanno aspettato che i quattro se ne andassero, ma gli uomini dell’arma li hanno aspettati al casello autostradale di Lainate, dove hanno intimato loro di scendere. I tre marocchini sono scesi dalla macchina e sono fuggiti a piedi nei campi, mentre l’autista ha letteralmente travolto un carabiniere cercando una via di fuga. 
È subito scattato l’inseguimento, terminato pochi chilometri più in là, dopo che l’uomo aveva abbandonato l’auto e cercato di scappare anche lui nei campi. I tre marocchini sono invece riusciti a fuggire, ma sono poi stati fermati nella loro abitazione. I tre stranieri, tutti irregolari, sono così stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti, mentre l’italiano per resistenza a pubblico ufficiale e concorso in spaccio.
Il gruppo di spacciatori era molto temuto dai tossicodipendenti della zona ed era tra i più attivi del basso varesotto.

A casa dei malviventi sono stati così trovati diversi oggetti, risultati essere il compenso per la loro attività di spaccio: autoradio, telefonini, ori di diverse misure e modelli (mezzo chilo). Di pochi grammi lo stupefacente sequestrato. Ma non solo: oltre ai soldi trovati nei vestiti di Armani (circa 4 mila euro), le indagini hanno portato alla luce il fatto che in otto mesi di attività, i due fratelli del gruppo avevano spedito, tramite posta, oltre 70 mila euro al padre in Marocco. 
Tutto il materiale catalogato, molto probabilmente proveniente dalla zona del comasco, sarà inserito sul sito dei carabinieri (www.carabinieri.it), nella sezione oggetti smarriti, a disposizione di eventuali riconoscimenti. 

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Pubblicato il 10 Giugno 2003
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