Arrestata banda di spacciatori
Operavano nei boschi di Origgio e Uboldo e vivevano a Milano. sequestrato mezzo chilo di gioielli e diverso materiale rubato
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Vestivano con abiti di Armani, andavano in giro in taxi e operavano nei boschi tra Origgio e Uboldo, incutendo parecchio timore ai tossicodipendenti. Ma non solo: in otto mesi hanno spedito, tramite posta, oltre 70 mila euro al padre in Marocco. Si tratta dei tre uomini di origine marocchina arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri di Saronno dopo un’indagine durata circa due anni. I carabinieri della compagnia di Saronno da tempo tenevano d’occhio i tre uomini con inseguimenti in borghese, sia nel basso varesotto che nel milanese. Nei boschi di Origgio e Uboldo i tre (A.E. 26enne, il fratello A.E. 20enne, R.F. 19enne) operavano di notte nei boschi del basso varesotto con l’aiuto di un palo, E.R. 31enne di Cardano al Campo. Quest’ultimo li andava a prendere in macchina a Milano, li aiutava nello spaccio facendo il "palo" e controllando che non vi fossero forze dell’ordine nei paraggi, poi, a notte inoltrata, li riaccompagnava a casa sulla propria auto. A Milano, invece, i tre si muovevano in taxi: per paura di essere seguiti, sia da carabinieri che da tossicodipendenti, cambiavano vettura in continuazione. L’altra notte l’azione conclusiva dell’operazione dei carabinieri. Il nucleo operativo radiomobile, guidato dal maresciallo Nicolò Musciottola, ha deciso di passare all’azione. Dopo aver seguito i malviventi per i boschi della zona, i carabinieri hanno aspettato che i quattro se ne andassero, ma gli uomini dell’arma li hanno aspettati al casello autostradale di Lainate, dove hanno intimato loro di scendere. I tre marocchini sono scesi dalla macchina e sono fuggiti a piedi nei campi, mentre l’autista ha letteralmente travolto un carabiniere cercando una via di fuga. A casa dei malviventi sono stati così trovati diversi oggetti, risultati essere il compenso per la loro attività di spaccio: autoradio, telefonini, ori di diverse misure e modelli (mezzo chilo). Di pochi grammi lo stupefacente sequestrato. Ma non solo: oltre ai soldi trovati nei vestiti di Armani (circa 4 mila euro), le indagini hanno portato alla luce il fatto che in otto mesi di attività, i due fratelli del gruppo avevano spedito, tramite posta, oltre 70 mila euro al padre in Marocco. |
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