Un centrodestra in cerca del regista. Resta ignoto il film da girare

Dieci anni di sinistra dipinti come un disastro, il ventennio leghista come un'età dell'oro. Poi arriva Cattaneo e dice quello che gli altri non osano: o città europea o lenta consunzione

Centrodestra

Mettere intorno a un tavolo quaranta soggetti è un’impresa ostica già in partenza. Gli organizzatori del secondo appuntamento pubblico del centrodestra possono essere ben soddisfatti. Ci sono riusciti, non hanno avuto defezioni, a parte un paio di imprenditori assenti giustificati, hanno avuto una discreta presenza di pubblico e il teatrino Santuccio si è rianimato. Uno schema classico con diversi panel rapidi per avere indicazioni in vista del lavoro da fare per costruire il programma elettorale per il 2027.

«Varese è ferma»: il centrodestra attacca l’amministrazione Galimberti

A parte uno scivolone pesante di Marco Colombo di FdI di Gallarate sulla questione del gay pride e i soliti temi accesi contro Bruxelles di Isabella Tovaglieri, c’è stata una discreta pacatezza. Tanti “democristiani” si sarebbe detto una volta. L’impressione è che questi incontri abbiano due facce. Da una parte il desiderio autentico di allargare il campo e coinvolgere qualche soggetto esterno alle forze politiche, vedi il presidente di Camera di Commercio Vitiello, i due professori universitari, Daniele Zanzi e la bellezza del suo “abbiamo bisogno di sogni” e Filippo De Sanctis che ha parlato delle false partenze della città.  Dall’altra invece mettere in scena un’occasione per addetti ai lavori che si misurano, si annusano cercando di capire che fare per il futuro.

Idee poche e molta propaganda, nemmeno si fosse a un comizio. Tanto rivendicare la bontà del propio operato, la necessità che sia il centrodestra a governare la città perché dieci anni di sinistra hanno reso Varese un deserto pericoloso e inospitale. Fa sorridere sentir affermare che Varese da dieci anni è ferma a differenza del ventennio leghista che ha profondamente cambiato la città. Nessuno si esprime come Colombo contro i gay, ma serpeggia in diversi quel fastidio per una città troppo inclusiva. Colpisce anche il fatto che a pochi metri dal Santuccio, nel salone Estense si siano ritrovate tante realtà che affrontano la fragilità e che invece nell’assise del centrodestra, fatte poche eccezioni come l’impegno di Romana Dell’Erba in regione, in pochi abbiano messo al centro l’esigenza di dare risposte a un tema delicato come la fragilità che riguarda sempre più persone che sarà sempre più presente in futuro.

Poi arriva lui, con quel vocione tipico che si farebbe riconoscere in qualsiasi condizione, con la sua ostinata coerenza dello stare in un partito dell’uno virgola qualcosa, come è Noi moderati, e riporta al centro la politica. Quella fatta di parole pesanti come macigni che non stanno a guardare mosse tattiche, come l’urgenza o meno di avere subito un candidato sindaco, ma che vogliono capire cosa si vuole costruire. Raffaele Cattaneo se la prende con l’amministrazione Galimberti perché troppo ferma, troppo incapace di visione.

“È evidente che Varese è a un bivio: quello di rimanere una città anziana, benestante finché durerà, ma sempre meno capace di interpretare il nuovo, oppure scegliere di essere una città europea, cioè scegliere di farsi contaminare da quello che viene da fuori. Se non alziamo lo sguardo non sapremo nemmeno essere attrattivi. O Varese si rende protagonista di questa dimensione oppure è destinata a consumarsi sempre di più”.

Quanta distanza da chi vede l’Europa con le lenti del sovranismo.

Le quattro parole scelte dal centrodestra “Varese bella, vivibile, sicura, attrattiva” danno molto orizzonte, ma poi servono scelte politiche chiare per costruire una vera alternativa che non ci racconti solo una storia noiosa che varrebbe anche a parti alternate con la destra al governo e un’opposizione di centrosinistra a dire le stesse cose che si sentono troppo spesso.

C’è tanto da lavorare, ma vedere comunque tanta passione e anche diversi giovani, non può che far bene a Varese e non solo a lei.

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Marco Giovannelli
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Pubblicato il 28 Marzo 2026
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  1. Avatar
    Scritto da lenny54

    In dieci anni di sinistra si sono realizzate piu’ cose che in venti anni di leghismo. Varese bella, attrattiva, vivibile, sicura certamente, ma come, con quale iniziative? Non lo dicono, le enunciazioni non bastano.

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