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Inceneritore fuori legge o quasi per la mancanza del collaudo. La denuncia, a proposito dell’Accam di Busto Arsizio, il cui consorzio raggruppa ventisette comuni, fra i quali anche Samarate, l’aveva fatta il consigliere dell’Udc Marco Brogioli, rivolgendo una interrogazione al consiglio comunale. L’aveva ripetuta in una lettera indirizzata al presidente del consorzio Giancarlo Tovaglieri. E la risposta è arrivata. L’impianto non è fuorilegge, spiega Tovaglieri anche se il collaudo era in un periodo di stasi «con me è stato accelerato e si conta di portarlo a termini in breve tempo». Nelle settimane scorse il consigliere samaratese della minoranza aveva richiesto una serie di informazioni sull’impianto spesso al centro di molte polemiche politiche, quando non bufere giudiziarie. Proprio per questo Brogioli si era interrogato sul funzionamento e sull’efficienza di una struttura i cui costi pesano anche sui ventisette comuni consorziati. Erano stati molti i dubbi avanzati sull’adeguatezza dell’impianto, sulla trasformazione in spa e sul controllo qualitativo e quantitativo dei rifiuti conferiti. «Se non corrisponde al vero che la realizzazione del forno sia avvenuta in un contesto normativo diverso da quello vigente – spiega Tovaglieri – è vero che i due forni non sono adatti all’attuale realtà in quanto progettati per una dimensione calorica pari a 2000 chilocalorie all’ora – scrive il Presidente – oggi invece, per via della raccolta differenziata e quindi della natura più secca dei rifiuti immessa, le chilocalorie raggiungono e superano le 4000 all’ora». Il risultato è noto. L’impianto è inadeguato e le interruzioni per la sostituzione dei refrattari dei forni sempre più frequenti. Così lo stesso shock termico, determinato da queste interruzioni, minacciano la struttura che può avvicinarsi al collasso. Come già annunciato in recenti occasioni Tovaglieri ha aggiunto che «sono già in corso le pratiche per procedere alla sostituzione dei forni con impianti più moderni ed adeguati alle necessità, e si stanno adottando tutte le procedure di legge per raggiungere lo scopo». Ascoltate le risposte, Brogioli ha invitato l’amministrazione del Consorzio a individuare e la cause che hanno generato la cattiva operatività dei forni, «matrici che andrebbero eliminate nella gestione del Consorzio».
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