La stagione teatrale? Non mancherà ai commercianti
Varese – Sulla vicenda collegata al teatro di Varese parlano i gestori dei locali della zona
Un teatro azzoppato nella sua programmazione o nella sua operatività sarebbe un gran danno culturale per la città ma non certo un dramma commerciale. E’ bastato un giro tra i locali della zona per arrivare a questa conclusione.
Anche perché, innanzitutto, l’arrivo del teatro non ha cambiato le abitudini dei luoghi di incontro del centro: la maggior parte dei locali intorno a piazza della Repubblica chiude alle 20, o alle 21 al massimo e tutti i bar che fanno parte delle Corti ne seguono le sorti orarie. Insomma alla fine di bar o ristoranti o anche semplici gelaterie dove farsi un minimo di dopo teatro si contano sulle dita di una mano.
«Beh, noi grazie al cielo lavoriamo lo stesso – precisa Alessia Crugnola, titolare della Pizzeria della Motta, nell’omonima piazza, uno dei locali in effetti più gettonati di Varese – la clientela del teatro potrei dire che incide per il 5-10 per cento, non di più. Da noi però sono venute a mangiare molte delle compagnie, prima e dopo lo spettacolo…» chi ci sia passato effettivamente lo testimoniano le polaroid scattate e firmate e ora campeggianti dal vetro sul tavolo della cassa: dai Pali e Dispari a Fabio Testi, c’è un pò di tutto in quella galleria di istantanee.
Le compagnie teatrali hanno fatto tappa anche al ristorante “I monelli” piccolo gioiellino d’arredamento gastronomico incastonato in via Carrobbio con un ambiente da perfetto dopoteatro, nato in concomitanza con la prima – e finora unica – stagione teatrale del teatro di Varese e partner del teatro stesso in una serie di promozioni commerciali. «Alcuni dei protagonisti della stagione sono stati ospiti nostri, è vero – minimizza Fausto Ballan, titolare del ristorante – ma l’impatto commerciale complessivo del teatro è stato scarso. I varesini evidentemente dopo il teatro corrono a casa…».
Ballan è in grado di dire qualcosa anche per “La Volpe e l’Uva” di cui è contitolare, altro locale di charme affacciato su piazza della Motta. «Anche se con qualche variazione per il fatto che si trattava di un locale meno impegnativo di un ristorante, sostanziali differenze di clientela non si sono riscontrate durante i giorni di spettacolo. Qualcosa, ma niente di fondamentale. Detto questo, se l’operatività del teatro fosse svuotata, ne sarei davvero dispiaciuto perché il teatro è un abbellimento e un arricchimento della vita culturale della città»
Condivide lo stesso dispiacere Roberta Cataldi, titolare de “Il Gelatiere” di via Carrobbio «il teatro è’ un’attrazione, movimenta in senso culturale la città e io ho sempre visto una grande affluenza di pubblico…sarebbe un peccato che se ne perdesse la forza».
Il suo esercizio durante l’inverno chiude alle 22, cosicchè il pubblico del teatro incide relativamente sul suo bilancio: «Ma soprattutto non saprei quantificare.. ho visto miei clienti abituali venire e mangiare il gelato durante la pausa degli spettacoli, o persone che magari mangiavano un gelato prima di entrare, raccontando di essere in procinto di vedere il tale spettacolo.. ma quanta gente in più sia venuta a causa del teatro, non glielo saprei dire…»
Per lo storico bar del centro aperto fino a mezzanotte, lo Zamberletti di piazza Montegrappa, il teatro non è quasi nemmeno esistito: «Il teatro non ci ha proprio cambiato la vita – commenta il barista – da noi incide decisamente di più il programma dell’Impero…»
A mettere l’ultima – e più sorprendente – pietra sopra all’impatto commerciale del teatro in questa stagione sono infine i responsabili del parcheggio delle Corti, che ha avuto per tutto l’anno convenzioni con il teatro ed è a prima vista il “parcheggio naturale” per gli spettatori di quella struttura: «Noi chiudiamo normalmente all’una, ma nei giorni di spettacolo teatrale non riscontriamo sostanziali variazioni rispetto ai giorni normali. Diciamo il 10 per cento in più, ma sto esagerando»
Ma come, dove andavano tutti gli spettatori, che in alcuni casi sfioravano il migliaio, degli spettacoli teatrali?
«mah, che vuole, di sera Varese è tutta libera…».
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