Un fronte comune per la sicurezza sul lavoro
Tavolo di lavoro in Provincia con associazioni di categoria e rappresentanti sindacali
Appuntamento di rilievo in Provincia: il primo convegno a livello lombardo dell’Opta, l’organismo paritetico territoriale per l’artigianato di Varese: sul tavolo il terreno ancora impervio dell’applicazione del noto decreto legislativo 626 del 1994. Opta nasce nel 1998: con l’intento di fornire a datori di lavoro e lavoratori dei parametri leggibili di riferimento, linee di azione per la crescita di una cultura della sicurezza. È del resto la stessa 626 che prevede la costituzione di organismi di questo tipo che vanno a occupare, senza naturalmente sostituirsi, quel vuoto di controllo lasciato colpevolmente dagli organi preposti, il più delle volte in lotta tra loro.
Il convegno, cui hanno partecipato tutte le associazioni che rappresentano Opta, Associazione artigiani, Confartigianato, Cna e le rappresentanze sindacali, è servito a fare un bilancio dell’attività sin qui svolta dall’organismo; ma anche a ricordare la drammaticità del problema: è il presidente Luciano Isella a dare le cifre: per stare solo in Italia, tutt’oggi, un milione di infortuni sul lavoro, oltre 1000 i mortali; 30.000 malattie professionali riconosciute; 55 mila i miliardi necessari a coprire i costi. Costi umani, per i lavoratori, costi per gli enti, costi globali per la collettività: da qui, ribadisce Umberto Colombo, vice presidente Opta, «l’esigenza e la necessità di rendere sempre più incisivo anche il ruolo dell’organismo paritetico, quale momento di supporto alle imprese artigiane, ai lavoratori, ai loro rappresentanti sia aziendali sia territoriali, al fine di diffondere e realizzare insieme una vera e concreta cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
Un auspicio che è quello di tutte le associazioni presenti: «è indispensabile che si avvii definitivamente un percorso culturale in nome della sicurezza ma che si trovi anche modo di agevolare le aziende che si accreditano in questo percorso virtuoso», sostiene Bergamaschi, Associazione Artigiani.
Todeschini (foto), Cisl: «Un’occasione importante oggi per per incidere nel cambiamento: occorre insistere sul percorso formativo, sul modificare le abitudini sia degli imprenditori che dei lavoratori. È difficile cambiare abitudini consolidate. Ma c’è in gioco un problema di legalità, di osservanza delle norme, in cui tutti devono essere attori e partecipare». Polemico è Molteni, segretario Uil: «L’incontro serve a far conoscere gli strumenti che stiamo elaborando. Era importante che oggi fossero presenti anche gli altri indispensabili interlocutori di questo processo di crescita, gli organi preposti ai problemi della sicurezza: Asl, Inps, Inail. Tutti inspiegabilmente assenti».
Importante è sopratutto il problema dell’innovazione tecnologica: continua Molteni: «è necessario non solo rispettare le normative esistenti, ma è indispensabile che si persegua un percorso serio di perfezionamento tecnologico degli strumenti di lavoro. Non si può pensare che la ricerca si interessi solo di come perfezionare il casco di Schumacher».
«Oggi abbiamo dimostrato una volontà comune – conclude Ivana Brunato, segretaria provinciale Cgil – dobbiamo far capire che è necessario far applicare norme,e che è indispensabile che si definisca in maniera certa un percorso tra tutela, prevenzione ma anche sanzione per quanti non rispettano le regole».
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