Duecentomila metri quadri in più per la zona industriale
Affidato lo studio per l'ampliamento dell'area tradatese che si appresterebbe così a diventare una delle più grandi della provincia
| Affidato lo studio per l’ampliamento della zona industriale. L’amministrazione comunale ha così commissionato a un architetto la compilazione di un documento che dovrà poi essere presentato in Regione per ottenere l’approvazione di una variante al Piano Regolatore Generale. Variante che dovrebbe far diventare industriale un’area attualmente boschiva e ancora da definire. (nell’immagine: in grigio l’attuale zona industriale)
L’area industriale alla periferia di Tradate contiene oggi 67 aziende ed è grande circa 600 mila metri quadri. L’eventuale ampliamento, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 mila metri quadri, farebbe diventare la zona tradatese una delle più grandi aree industriali della provincia. «L’area presente oggi è satura – spiega il sindaco Stefano Candiani – E attualmente abbiamo richieste, da parte di aziende della zona, per altri 100 mila metri quadri di industrie». Nel 2002 l’amministrazione comunale di Tradate ha ricevuto maggiori entrate, derivate dalla vendita di terreni della zona industriale, per circa un milione e 200 mila euro. «Fondi che saranno spesi esclusivamente per urbanizzare l’area – spiega Candiani – Tecnicamente, in questi giorni, abbiamo affidato lo studio di inquadramento finalizzato alla promozione di una variante al Piano Regolatore Generale da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale. Naturalmente dovranno essere rispettati tutti gli aspetti urbanistici, ambientali, paesistici e di viabilità». Le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a fare questa scelta «sono principalmente due – conclude il primo cittadino – Da una parte la delocalizzazione delle numerose aziende che oggi si trovano ancora in centro alla città, dall’altra offrire nuove opportunità di lavoro ai tradatesi. Naturalmente sarà l’ultima grande chance di sviluppo nel settore produttivo e del terziario. Oltre non si può obiettivamente andare». Le zone per un possibile ampliamento sono ancora da definire nello studio: si tratta di terreni boschivi che dovrebbero cambiare destinazione nel piano regolatore, ovvero diventare aree a destinazione industriale. |
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