I “cittadini” di Tangentopoli? Meno rozzi e più scaltri

Intervista a Marco Molteni, segretario provinciale della Uil

Marco Molteni è il segretario provinciale della Uil ed è stato componente emerito della giunta della Camera di Commercio di Varese. Ha conosciuto la Prima Repubblica. Osserva e commenta la Seconda, ma non vuole entrare nel merito delle ultime inchieste giudiziarie che hanno portato in carcere due persone, con l’accusa di turbativa d’asta, oltre all’avviso di garanzia recapitato all’ex commissario dell’Anas, Giuseppe Bonomi. «A caldo sarebbe inopportuno, seppure si tratta di un episodio eclatante», dichiara il segretario della Uil.

Molteni qual è il clima che si respira?

Il passaggio dal proporzionale al maggioritario ha comportato anche un cambiamento dei reati specifici legati agli appalti e alla gestione della cosa pubblica?

Del tipo?

Vuol dire che la figura del politico e quella del tecnico spesso coincidono?

Questione morale, etica politica, trasparenza sono parole del passato?

«No. Però l’atteggiamento di illegalità è così diffuso nel tessuto sociale che viene avvertito come una routine. Non è un fatto eccezionale, non viene avvertito come un fatto scandalistico o moralmente riprovevole. E poi con tutta questa delegittimazione della magistratura…».«Sì. Dopo la Prima Repubblica, tagliate le teste con Tangentopoli, c’è stato un vuoto e un improvvisarsi nella politica. È sfumata sempre di più la figura che gestisce la cosa pubblica e così, dalla contiguità con il potere politico, i tecnici e i consulenti si sono tramutati, nel tempo, loro stessi in politici. Costruirsi una carriera politica significa crearsi un patrimonio e quindi permettersi anche grandi avvocati».«Ci sono possibilità concrete per manipolare concorsi, aste e appalti, perché la farraginosità della procedura concede dei margini operativi in quel senso. Piccoli accorgimenti che consentono di individuare le varie proposte, dando per scontata la buona fede delle commissioni e di chi gestisce queste procedure. A questo si deve aggiungere che con il maggioritario è aumentato il centro di potere e di controllo dello stesso».«È indubbio che non ci troviamo più di fronte ai meccanismi rozzi di una volta. La corruttela era un meccanismo congeniale all’organizzazione politica del passato. Oggi gli strumenti per aggirare le norme si sono affinati».«Parlando di una situazione generale mi sembra che questo tipo di impostazione, fatta di abusi truffaldini ed escamotage incuranti della legalità, sia all’ordine del giorno. Il fenomeno non è affatto diminuito rispetto ad un tempo»


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Pubblicato il 16 Luglio 2003
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