«Le parole di Baroudi sono violente e offendono Gallarate»

Il sindaco Mucci replica duramente all'affermazione del responsabile della comunità islamica secondo cui "la moschea chiusa è guerra all'Islam"

"La moschea chiusa è una dichiarazione di guerra all’Islam". Continua a lasciare strascichi e rischia di infiammarsi, la vicenda della moschea di Gallarate: è di oggi la presa di posizione del sindaco di Gallarate, Nicola Mucci in merito ad alcune affermazioni di Samir El Baroudi, responsabile provinciale della comunità islamica riportate dalla stampa locale. Un botta e risposta che lascia intendere come il clima sia ancora teso, in seguito all’indagine che ha portato all’arresto dell’Imam di Gallarate e di altri esponenti della comunità islamica e alla ingiunzione, di poco successiva, della chiusura del luogo di culto.  Uno scambio verbale che fa seguito alla decisione di ieri di contravvenire al provvedimento di chiusura della moschea da parte di duecento islamici che si sono dati appuntamento in via Peschiera per celebrare il rito della preghiera comune. Un gesto forte che tuttavia ha scongiurato l’ipotesi di una preghiera dentro la Basilica di Santa Maria Assunta: un gesto dalla ben più alta portata simbolica e provocatoria.
Secondo il quotidiano locale, Baroudi avrebbe affermato che la chiusura della moschea significa "guerra contro l’Islam". Una frase secca, dura, che non lascia molto spazio alle mediazioni. Il tutto alla vigilia dell’incontro fissato per lunedì 7 luglio tra amministratori e responsabili della comunità islamica per trovare un accordo. 
Grande preoccupazione è stata espressa dal sindaco Mucci: « L’Amministrazione Comunale di Gallarate respinge con fermezza tali affermazioni che, se confermate, risultano dense di inusitata violenza verbale che offende non solo le tradizioni e le leggi democratiche del nostro paese e della nostra città, ma anche e soprattutto le coscienze di tutti gli amministratori e i cittadini di Gallarate», così Mucci che sottolinea di aver letto la notizia con «sconcerto». Con queste premesse, l’incontro di lunedì si preannuncia se è possibile ancora più delicato; confermato, tuttavia, sostiene ancora il sindaco, come «testimonianza della volontà di dialogo democratico da sempre dimostrata dall’amministrazione comunale». Ai responsabili della moschea Mucci chiede però di rinunciare «definitivamente a provocazioni e violenze verbali, elementi certo non utili ad un sereno e costruttivo dibattito».
Nel pomeriggio di sabato Intanto, in piazza della Libertà, i rappresentanti del coordinamento pace e solidarietà insieme ad alcuni rappresentanti della comunità islamica gallaratese hanno distribuito ai cittadini volantini che invitano il sindaco Mucci alla collaborazione «per trovare insieme soluzioni idonee a garantire la libertà di culto e di associazione, nel rispetto comune delle regole di convivenza e di democrazia, revocando la chiusura del centro culturale islamico»

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Pubblicato il 05 Luglio 2003
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