Scuola e industria, due universi separati
Alla Liuc assise dei gruppi scuola di Confindustria Lombardia
Scuola e industria, due universi separati? Sembrerebbe di no. Infatti, dalle esperienze raccontate oggi in occasione delle prime Assise dei Gruppi Scuola delle Associazioni industriali territoriali della Lombardia, svoltasi presso l?Università Cattaneo di Castellanza e aperte da Marino Vago, Vice Presidente Confindustria Lombardia, emerge una realtà molto ricca, riconducibile a tre filoni di attività: orientamento, informazione e formazione.
Sul primo filone è stata presentata l’esperienza dell’Associazione Industriali di Monza e della Brianza consistente nell?allestimento di una mostra dedicata al tema "Il lavoro protagonista del cambiamento", realizzata in occasione del centenario di fondazione dell’Associazione e finalizzata a offrire, soprattutto ai giovani, stimoli di riflessione su cosa vuol dire lavorare oggi. E’ un esempio delle molte iniziative svolte dalle Associazioni per evidenziare i rispettivi contesti socio-economici e in tal modo orientare i giovani a scelte coerenti con realistiche prospettive occupazionali.
Sul filone Informazione sono state presentate due esperienze dalle Unioni Industriali di Bergamo e di Lecco, entrambe dedicate a descrivere la realtà della vita aziendale. In queste occasioni di avvicinamento dei giovani alle aziende vengono presentate in maniera molto schietta le attese delle imprese nei confronti dei giovani da assumere, ma vengono anche rilevate le aspettative dei giovani nei confronti del loro futuro lavorativo. Con una certa sorpresa, incrociando i dati, ci si accorge che ci sono più convergenze di quanto si possa pensare.
Molto numerose, poi, le attività riconducibili al filone Formazione. Tutte le Associazioni Industriali territoriali, infatti, forniscono alle imprese servizi di formazione per i dipendenti; negli ultimi anni il know how accumulato è stato utilizzato per offrire occasioni di formazione rivolte al mondo della scuola, sia agli studenti, sia ai docenti. In questo assumono particolare rilievo le attività di stage (per studenti e insegnanti), le attività di formazione rivolte agli insegnanti su nuove metodologie per la didattica; i progetti volti a introdurre il metodo della Qualità nella scuola. Gli esempi di queste attività vanno dal progetto dell’Associazione Industriali di Cremona (Master per insegnanti sulle nuove metodologie didattiche), al progetto dell’Unione Industriali di Varese (Impresa Formativa Simulata, realizzato in collaborazione con l’ITC Tosi di Busto Arsizio), a quello dell’Unione Industriali di Pavia (tirocini nella laurea in Scienze economiche e aziendalistiche, in collaborazione con l’Università di Pavia), per concludere con quello di Assolombarda (I giovani tra scuola e Università, in collaborazione con le scuole secondarie e le Università milanesi, per contribuire a creare percorsi formativi integrati tra i due cicli di studio).
Fra le iniziative di formazione una si è distinta per il forte impatto sociale: un corso dell’Associazione Industriali Bresciana, rivolto a lavoratori stranieri e finalizzato a far apprendere la lingua italiana, oltre che a fornire informazioni di base sulla sicurezza in azienda e sul contratto di lavoro.
Claudio Gentili di Confindustria ha criticato l’interpretazione che è stata data a recenti indagini sull’attività di formazione svolta dalle imprese in Europa, secondo la quale in Italia solo il 23,9% delle aziende farebbe formazione, mentre la media Europea è di circa il 50%. In realtà le imprese italiane spesso fanno formazione inconsapevolmente: si tratta di formazione interna, non rilevata nei bilanci aziendali e nelle statistiche, ma tanto effettiva da spiegare il vasto fenomeno del cambiamento di lavoro in senso migliorativo dopo i primi anni dall‘inserimento in azienda. Claudio Gentili ha citato anche alcuni dati che esprimono il disagio dei giovani che non riescono a trovare nella scuola una risposta alle proprie aspirazioni, indicando nella recente riforma dell’ordinamento scolastico una valida opportunità per portare il sistema scolastico italiano al livello degli altri sistemi educativi europei. Tuttavia ha anche ricordato le difficoltà che l’attuazione della riforma sta incontrando, dovute alla redistribuzione delle competenze tra stato e regioni e alla carenza di risorse che ne sta di fatto provocando il ritardo.
Successivamente si è svolta una tavola rotonda, coordinata dalla giornalista del Sole 24 Ore Giulia Crivelli, sul tema della riforma della scuola, alla quale hanno partecipato: Mario Dutto (Ufficio Regionale Scolastico), Marino Bassi (Regione Lombardia) e Roberto Terranova (Confindustria Lombardia).
Ha chiuso i lavori il Direttore Generale di Confindustria Lombardia Maurizio Crippa, sottolineando come l’impegno delle Associazioni Industriali territoriali sul fronte della scuola possa diventare un motore per l?effettiva attuazione della riforma scolastica. Perché questo si realizzi è necessario un dialogo continuo fra le istituzioni, le aziende e i tanti attori del sistema della formazione.
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