Lazzaroni, i lavoratori dicono “sì” all’accordo
Riunione fiume dei dipendenti e dei sindacati che approvano all'unanimità la soluzione della cassa integrazione straordinaria per un anno
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I lavoratori della Lazzaroni hanno detto "sì" all’accordo stipulato dai sindacati e dalla proprietà lo scorso lunedì all’ufficio regionale del Lavoro. Dopo una riunione fiume di oltre tre ore, svoltasi nel pomeriggio di oggi, i 74 dipendenti hanno dato il loro assenso al documento non senza alcune riserve. Documento che prevede la cassa integrazione straordinaria per un anno in caso di necessità. Alcuni dipendenti saranno ricollocati in aziende della zona, altri avranno l’accompagnamento alla pensione, altri rimarranno al lavoro per non far cessare la produzione di amaretti. «Questo risultato è frutto di tre mesi di lotte ed iniziative dei lavoratori che hanno coinvolto soggetti istituzionali, Provincia di Varese, Ministero del Lavoro, Comuni della zona, forze sociali e politiche sulla vertenza; la tenacia dei lavoratori con l’azione congiunta delle forze istituzionali ha consentito un buon risultato – spiegano i lavoratori in un documento approvato oggi all’unanimità -. L’intesa ha individuato un percorso articolato che può permettere di affrontare e gestire i problemi. La vertenza ha evidenziato che il valore di un’azienda non dipende solo dai beni materiali che possiede e dal volume di ciò che produce, ma anche dalla storia di ciò che rappresenta per il territorio. Con l’intesa si sono gettate le premesse perché tutti i lavoratori possano trovare una soluzione dignitosa e nel contempo far sì che un marchio così legato alla storia del saronnese possa rimanere nella zona con un’attività industriale che possa rilanciare la produzione». Il documento firmato dai dipendenti conclude sottolineando che «I lavoratori, la R.S.U.le Organizzazioni Sindacali si attiveranno affinché gli strumenti individuati nell’accordo siano effettivamente attuati e che tutti gli attori di questa vicenda rispettino gli impegni assunti. Qualora questo non avvenisse, lasciando che gli impegni assunti rimangano sulla carta, tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità e sicuramente le lavoratrici ed i lavoratori si faranno di nuovo sentire». |
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