«ll carcere: un girone dantesco»

Sovraffollamento record, taglio dei medici, assenza di educatori, acqua fredda, aumento dei suicidi. il Prc denuncia la situazione del carcere

«La situazione all’interno della casa circondariale di Busto Arsizio si è fatta ormai insostenibile. Nella mia ultima visita del 12 settembre scorso ho potuto constatare il dato di sovraffollamento in assoluto più alto mai toccato nella storia di questo carcere: 447 detenuti a fronte di una soglia massima di tollerabilità calcolata in 280 posti-cella» sono le parole del consigliere regionale Giovanni Martina del prc che denunciano le condizione dell’istituto penitenziario di via per Cassano.
Le celle concepite per un solo detenuto ospitano ormai regolarmente da tre a quattro reclusi, mentre nel reparto assegnato ai detenuti arrestati per reati di tossicodipendenza Martina racconta di avere visto tre celle con ben otto detenuti ciascuna. 
«Quasi un girone dantesco – aggiunge – una situazione drammatica, che per altro non sembra offrire a breve alcuna valvola di sfogo, lo stesso indultino, a Busto Arsizio non ha ancora portato ad una sola scarcerazione, nonostante 53 domande inoltrate». 
Come se non bastasse con i tagli effettuati con le due ultime finanziarie riguardo la spesa sanitaria penitenziaria, sono venuti meno l’ortopedico, il dermatologo e l’oculista. Gli educatori sono ridotti ad una sola figura, con un secondo incarico meramente virtuale, presente solo tre giorni alla settimana. «Ad aggravare il quadro, infine, ci sono alcune croniche deficienze strutturali, cui sembra al momento non sia possibile rimediare per mancanza di fondi, come alla terza sezione, dove in dieci celle non arriva l’acqua calda, costringendo una parte dei detenuti a turnare nei mesi autunnali e invernali, per distribuire il disagio. Un carcere, in conclusione, a rischio, dove preoccupante è anche il dato della regolarità dei suicidi, almeno uno all’anno».

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Pubblicato il 19 Settembre 2003
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