Salviamo il Ticino dagli scarichi che inquinano
Costituito un comitato: «Irresponsabile gestione della depurazione delle acque da parte del Consorzio Arno, Rile Tenore»
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Riceviamo e pubblichiamo Nel canale "MARINONE", un ramo molto pregiato del Ticino, da molto tempo ormai affluiscono ininterrottamente liquami neri e maleodoranti attraverso un collettore proveniente dal depuratore di S. Antonino Ticino, Comune di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese.Tale depuratore raccoglie gli scarichi fognari di Varese e di Busto Arsizio, Gallarate, Malpensa e del torrente Arno, Rile e Tenore. Il "Marinone", prima di essere colpito da questo sciagurato evento, costituiva un meraviglioso angolo del Parco del Ticino, caratterizzato da fresche e limpide acque – quelle del Ticino e quelle delle numerose sorgive – ed era un luogo prediletto dagli amanti della natura, dai pescatori e si proponeva come meta estiva per tanti bagnanti provenienti non solo dalle comunità rivierasche, ma anche dalle città più lontane. Costituiva un habitat eccezionale che esaltava gli elementi più caratterizzanti l’ambiente tipico del Parco del Ticino, della sua flora e della sua fauna. Tutto questo viene irrimediabilmente compromesso da un’irresponsabile gestione della depurazione delle acque da parte del Consorzio "Arno, Rile Tenore" e da un’altrettanto colpevole assenza degli Enti e degli Organi Istituzionali preposti al controllo: Regione Lombardia, Provincie di Milano e di Varese, Parco del Ticino, Comuni che ne fanno parte e soprattutto i Comuni che hanno sottoscritto, il 20 luglio 1998, l’Accordo di Programma per il risanamento dell’area di spagliamento dell’Arno. Lo spagliamento non c’è più, ma i reflui fortemente inquinati ed inquinanti che lo producevano, ora finiscono direttamente nel Ticino con un micidiale effetto moltiplicatore che finisce con l’interessare tutti i Territori a valle dello scarico "incriminato". E così, un evento che si sarebbe dovuto verificare – stando a quanto è stato ripetuto in tutti gli incontri di presentazione del progetto del depuratore di S. Antonino, nella peggiore delle ipotesi – ogni 25 anni, con ordinanza del Prefetto, è divenuto una pratica continua che tutti possono verificare recandosi semplicemente in un’ora qualsiasi del giorno nel luogo del "delitto". Tale luogo, però, sembra essere sconosciuto alle varie ASL e ARPA, dalle quali ci attendiamo l’applicazione delle "Disposizioni sulla tutela della acque dall’inquinamento e recepimento delle direttive CEE 91/271 e 91/676" previste dal Dls 11.05.99 n. 152. Per loro si provvederà a segnalare adeguatamente il luogo dello sversamento con uno striscione che indicherà "QUI SI UCCIDE IL TICINO". Con l’intento di battersi contro questa inaccettabile e nefasta prospettiva, il 15 luglio 2003, in un incontro tenutosi a Turbigo, si è costituito il COORDINAMENTO PER LA SALVAGUARDIA DEL TICINO, cui possono aderire Associazioni, Gruppi e singoli cittadini utilizzando la mail «salviamoilticino@supereva.it» o rivolgendosi alla sede di Legambiente "Ticino" di Turbigo, Via Trieste n. 19 tel. 0331/890096 – 0331/890.738. Il coordinamento darà voce a quanti vorranno urlare la propria indignazione e la propria rabbia e darà lo spazio e la forza a chi vorrà concretamente agire per impedire che si compia sino in fondo il delittuoso disegno di condannare al totale degrado il Parco del Ticino (da novembre del 2002 riconosciuto dall’UNESCO "Patrimonio dell’Umanità") già pesantemente e gravemente minacciato da Malpensa, dal Piano Cave, dalla Boffalora-Malpensa e dal tentativo di farlo cessare di essere "parco naturale" per farlo divenire "parco delle meraviglie" per l’affarismo e la speculazione più selvaggia. Il Coordinamento per la salvaguardia del Ticino, unitamente al CODACONS, in data 23 luglio 2003, ha presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio denuncia e contestuale istanza di sequestro preventivo, delegando a essere rappresentati e difesi, con la più ampia facoltà di legge, dall’Avv. Marco Maria Donzelli del Foro di Milano. Al Coordinamento hanno sinora aderito: I Circoli di Legambiente di Cassano Magnano, Gallarate, Galliate, Legnano, Novara e Turbigo, il WWF Italia, il Comitato di Difesa Ambientale di Cuggiono, l’Ecoistituto della Valle del Ticino, Il Gruppo Girasole di Buscate, Verdi Ambiente e Società di Magenta, il Gruppo A[t]tratti di Turbigo, Coordinamento Comitato No Tangenziale, Comitato Contratto dell’Acqua Ticino-Olona e parecchi privati cittadini. |
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