«Il Piano socio economico è partito con il piede sbagliato»

Le forze del centrosinistra esprimono le preoccupazioni per il documento licenziato a maggioranza dall'assemblea della comunità montana

Riceviamo e pubblichiamo

Nella seduta del 29 settembre 2003 l’assemblea della Comunità Montana della Valceresio ha approvato, in via definitiva, il Piano Pluriennale di Sviluppo Socio Economico della Valle, sospeso dalla Provincia di Varese con delibera di Giunta Provinciale n. 213 del 14.05.02 che ha recepito le osservazioni fatte da alcuni uffici della stessa Provincia. Questo PPSSE è uno strumento indispensabile al corretto sviluppo della Valceresio e quindi un documento importantissimo e perciò oggetto di particolare attenzione da parte delle forze politiche e delle Associazioni della Valle.

Una considerazione, innanzitutto, come premessa. Dalle osservazioni fatte dalla Provincia sono trascorsi, a oggi, nientemeno che 18 mesi! E’ chiaro che il Direttivo della Comunità Montana ha dovuto superare grosse difficoltà, sia di ordine tecnico che di ordine politico, per riuscire a mettere insieme delle risposte che potessero, in qualche modo, esaudire quanto richiesto. Diversamente, sarebbe incomprensibile un lasso di tempo così ampio per poche risposte.

Il voto che il Gruppo Centro Sinistra e Indipendenti ha espresso nell’occasione è stato un voto contrario, non tanto, e non solo, perché non ha condiviso il contenuto tecnico delle risposte che la Comunità Montana ha inteso approvare, quanto al fatto che la nostra contrarietà è dettata dal modo con il quale è stato gestito tutto l’iter procedurale del PPSSE, sin dal suo inizio. Le nostre motivazioni sono parecchie, e cioè:

· Il PPSSE è sicuramente partito con il piede sbagliato. Si, perché per la paura di perdere dei contributi che la regione Lombardia avrebbe dovuto erogare si è dato incarico di preparare un piano in tempi molto, forse troppo, ristretti. Tutto ciò ha generato un prodotto che contiene sì 138 progetti, in parte troppo vaghi, altri assolutamente non condivisibili e forse anche non applicabili alla nostra valle e comunque privi delle indicazioni delle risorse necessarie affinché i progetti stessi possano essere portati a compimento. Non ci convince la risposta all’osservazione fatta dalla Provincia perché nulla dice in più rispetto a quanto richiesto. Il piano è dunque partito già con grosse carenze. 

· Ma, purtroppo, anche l’iter che la Comunità Montana ha riservato al PPSSE è stato troppo poco trasparente, e proprio questo atteggiamento ha provocato le critiche più dure, non solo da parte dell’opposizione e di altri partiti politici come Rifondazione Comunista, ma anche di alcune Associazioni. Infatti, Il piano è stato presentato presso la sede della Comunità Montana della Valceresio alle Associazioni (dove peraltro almeno una non è stata neppure invitata) ed ai cittadini della Valle (quei pochi che ne erano informati). Subito dopo, velocemente e senza tener conto dei messaggi contrari che iniziavano ad arrivare, l’approvazione del piano da parte dell’Assemblea della Comunità Montana. Poi non solo il silenzio assoluto, ma addirittura il rifiuto, da parte di codesta maggioranza, di riconvocare le parti per una successiva verifica del piano che avrebbe potuto essere migliorato con il contributo di tutti. Avevamo, infatti, fatto notare che nonostante i 138 progetti, il PPSSE era carente su alcuni aspetti, troppo importanti, che neppure citava o prendeva in considerazione quali la scuola, gli anziani, la viabilità, ed altro ancora. Nessuna proposta e nessuna osservazione avanzate dai Partiti e dalle Associazioni sono state prese in considerazione. · Ma la maggior parte delle critiche che questo piano ha generato scaturiscono dal fatto che è stato variato il piano urbanistico comunitario, utilizzando il comma 4 dell’art. 29 della Legge Regionale n. 13 del 93. Poiché il piano urbanistico della Comunità Montana prevale sui piani regolatori comunali, questa operazione cambierebbe, di fatto, tutti i piani regolatori dei singoli comuni senza, tuttavia, avviare tutte quelle procedure che un atto del genere normalmente comporta per ogni singolo comune. Infatti, se si voleva correttamente dare risalto alla variante generale che comprendeva tutto il territorio, si sarebbero dovuto organizzare Consigli Comunali ed assemblee aperte in tutti i comuni facenti parte della Comunità Montana. Questo, purtroppo, non è avvenuto, e abbiamo anche avuto l’impressione che addirittura molti Consiglieri della Comunità Montana non si siano resi conto dell’importanza della decisione. · Bene ha fatto la Provincia a sospendere il piano in quanto la variante urbanistica non è stata “giustificata” da peculiari necessità di sviluppo montano, come previsto dal già citato comma 4 dell’art.29 della L.R. 13/93, che non devono essere dichiarate genericamente, ma puntualmente identificate in modo da far corrispondere alla singola modifica “urbanistica” la scelta di PPSSE che ha reso necessaria la modifica stessa. La risposta che la Comunità Montana dà a questa osservazione non ci convince per niente perché non “giustifica” , se non in modo generico, la varianti introdotte. E non possiamo accettare nemmeno la dichiarazione che la delimitazione di superfici in contrazione è stata effettuata su zone già azzonate dai vigenti PRG comunaliche pertanto assumono caratteri di diritto acquisito e sulle quali pertanto la CM non può esercitare alcuna strategia di sviluppo socio economico e territoriale di propria competenza diretta. Forse ci siamo dimenticati di un piccolo,ma importante fatto, e cioè che tutti i PRG comunali, per la parte non compatibile con il piano comunitario, avrebbero dovuto, in base alla legge vigente, essere adeguati al piano di valle entro e non oltre i due anni dall’approvazione definitiva del piano stesso, avvenuta il 28 aprile 1988, e quindi entro la fine del mese di aprile 90. Anzi, non vorremmo che ora, dopo l’approvazione definitiva del PPSSE, la variante urbanistica diventasse un fatto automatico anche per tutti i comuni della valle. · Nella risposta alle osservazioni si dice anche che la superficie complessiva in contrazione è pari a ha 205,06, certamente assai meno di quanto previsto in origine, ma sempre troppo, e “non giustificato”, secondo noi. Siamo comunque consapevoli che il piano urbanistico vigente della Comunità Montana ha ormai superato i 20 anni e che quindi sia un po’ datato e pertanto causa di qualche problema. Ma proprio per questo ribadiamo che noi saremmo stati disponibili a discutere ad una a una le varie richieste e necessità di variante che i comuni della valle pretendono. Ed è, secondo noi, altrettanto inaccettabile che una variante generale del piano regolatore di valle non sia “passato” dalla Commissione Territorio, quale organo importante della Comunità Montana che vigila sul territorio.Sottrarre ulteriore territorio, sia pure di modesta entità, di terreno agricolo e di verde vuol dire mettere sempre più a rischio una valle che già da qualche anno evidenzia i primi sintomi di problemi idrogeologici, di problemi di frane e di incendi. Si mette a rischio, inoltre, un’attività agricola sempre più problematica e sempre più costretta a ricercarsi la materia prima, e cioè il terreno da coltivare, al di fuori della Valceresio. Attenzione: l’edificazione e la cementificazione sono processi irreversibili e non vorremmo ritrovarci, un giorno magari non lontano, un territorio antropizzato come nel sud della nostra provincia.

In Assemblea il gruppo Centro Sinistra e Indipendenti ha fatto una ulteriore proposta. Poiché è già in fase di discussione la nuova legge urbanistica regionale, che prevede la responsabilità vera della gestione dei Piani Regolatori ai Sindaci eletti, e probabilmente, la decadenza automatica del piano di valle, è stato chiesto lo stralcio della variante urbanistica dal Piano Pluriennale di Sviluppo Socio Economico. La proposta non è stata accolta.

I coordinatori del Centro Sinistra e Rifondazione Comunista della Valceresio Mario Velli, DS Virgilio Benzi, PDCI, Paolo Rizzolo, Margherita, Giovanni Gulino, Italia dei Valori. Antonio Mandile Rifondazione Comunista Gianni Rossi Socialisti Democratici Italiani

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Pubblicato il 16 Ottobre 2003
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