La storia industriale della Provincia in un cd-rom

Il prodotto multimediale è stato presentato alla Liuc. Nove i musei della provincia coinvolti nel progetto

Storia industriale e nuove tecnologia insieme per non perdere le radici e il passato produttivo della provincia di Varese.
Se l’Italia possiede un enorme patrimonio museale, legato alla grande storia artistica del paese, il territorio che comprende Varese e Legnano è uno dei più ricchi del nostro paese nella salvaguardia e nel riutilizzo di storici edifici industriali, come ad esempio l’ex Cotonificio Cantoni, ora sede dell’università Cattaneo-liuc. E’ in questa ottica che è stato realizzato un prodotto multimediale, un cd –rom, in cui sono raccolte le collezioni dei nove musei industriali dislocati in provincia.

Il cd rom, realizzato dall’Archivio del Cinema Industriale-liuc, è stato presentato oggi, durante un incontro all’Ateneo castellanzese, cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dei musei illustrati nel cd, il rettore Gianfranco Rebora, il presidente della provincia Marco Reguzzoni, Giorgio Bigatti, docente di storia economica all’università Bocconi, Massimo Negri, dell’European Museum Forum(un ente che fa capo al Consiglio d’Europa, incaricato di premiare i musei più innovativi degli ultimi vent’anni ndr)  e il Direttore dell’Archivio ( fondato nel dicembre del 1998 con l’esigenza di mantenere viva la memoria storica e visiva dell’industria italiana) Anna Maria Falchero.

Il prodotto multimediale, voluto fortemente dalla Provincia di Varese, verrà distribuito gratuitamente nelle scuole del territorio.  E’ uno strumento interattivo che permette la navigazione tra le collezioni di nove musei, a partire da quello delle Industrie e del Lavoro Saronnese (Lazzaroni ndr), ma ogni settore industriale che ha costruito e prodotto la ricchezza della nostra zona, viene rivisitato e raccontato: si passa infatti dalla Raccolta storica delle Pipe di Brebbia, al Museo del tessile di Busto, a quello Etnografico dei Picasass o quello Europeo Ogliari dei Trasporti senza dimenticare il Museo Ferroviario del Verbano, e il Museo Internazionale del Design Ceramico- Civica raccolta di Terraglia.
«Questa iniziativa sperso sia utile – sottolinea Marco Reguzzoni – a far capire che il passato industriale è una  risorsa da cui ripartire oggi. Capire la nostra storia, recuperare le nostre radici per supportare il mondo produttivo in quel tentativo di nuovo sviluppo industriale. Certo anche il sistema politico deve fare la sua parte, io credo che il futuro non sia solo nel terziario e nei servizi. Nella nostra area si può tornare a lavorare e produrre».
«Il senso del progetto –conclude il professor Bigatti- è quello non solo di conservare un patrimonio culturale e del sapere che andrebbe perso ma è anche un modo per rinnovare e innovare recuperando dal passato anche la capacità di fare sistema, nell’ottica che forse non si è del tutto in una fase di de-indistrializzazione».

 

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Pubblicato il 21 Ottobre 2003
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