«Un nuovo carcere non serve»

Martina (Prc): la nostra provincia non produce abbastanza reati

Un nuovo carcere non serve. Di più: sarebbe solo dannoso, perché difficile da gestire, a corto di personale e di finanziamenti. Giovanni Martina, consigliere regionale di Rifondazione Comunista, chiede che venga bloccato il progetto di una casa circondariale tra Varese e Gazzada Schianno.
Il consigliere oggi ha compiuto un nuovo sopralluogo ai Miogni. «Ho visto confermate le mie opinioni sullo stato di quella struttura – ha dichiarato all’uscita – ha certamente dei difetti ma anche una vivibilità migliore di tanti altri carceri, grazie al lavoro della direzione e delle associazioni di volontariato».
La soluzione, secondo l’esponente comunista, sarebbe quella di ristrutturare l’attuale carcere, mantenendo un numero di detenuti poco superiore a cento. In questo modo, alcune zone della struttura, che oggi sono diroccate o inagibili, diverrebbero spazi da utilizzare per le attività di socializzazione e lavorative.
«I numeri dimostrano l’inutilità di un nuovo carcere – sostiene Martina – su 135 detenuti solo 35 sono della provincia di Varese. Nei primi nove mesi del 2003, sono transitate 380 persone, e solo il 51% ha commesso reati in provincia. Il nostro territorio non produce un numero sufficiente di reati per giustificare questo progetto».
Ma c’è dell’altro: «Non è scontato – spiega – che con un nuovo edificio venga chiuso quello dei Miogni. Più carceri ci sono, più gente viene messa in galera. E’ un pericolo reale, il disagio finisce tutto dietro le sbarre, e non si cercano più alternative».

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Pubblicato il 28 Ottobre 2003
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