«Uno sciopero contro tutte le bugie del governo Berlusconi»

Scuole e uffici pubblici in agitazione per l'intera giornata di venerdì: banche chiuse in mattinata, treni a singhiozzo

pubblici chiusi per l’intera giornata di venerdì 24 ottobre; banche chiuse alla mattina, trasporti a singhiozzo ma in grado di coprire le ore più calde. Sono questi gli aspetti immediati dello sciopero generale indetto dai sindacati confederali per la giornata di venerdì 24 ottobre. Cgil Cisl e Uil hanno presentato questa mattina le ragioni di una manifestazione che darà appuntamento alle 9 in piazza Repubblica; a seguire il corteo fino a piazza Monte Grappa dove parlerà Nicoletta Rocchi, segretaria nazionale Cgil Cisl e Uil.
Uno sciopero «contro le bugie del governo, contro i contenuti della finanziaria ma sopratutto contro un uso terroristico della questione previdenziale», hanno sottolineato i tre segretari provinciali.
«Non è necessario intervenire sulla previdenza – ha esordito Marco Molteni della Uil – in Italia abbiamo già avuto 3 riforme previdenziali che hanno portato ad un equilibrio sostanziale che altri paesi raggiungeranno solo tra qualche decennio. Il quadro fosco e drammatico con cui si dipinge la nostra situazione è una grossa bugia per giustificare un provvedimento straordinario che ha il solo compito di sviare dalla incapacità di governo e mascherare i guai dell’economia, quelli si preoccupanti».
Tre sono in particolare le tare attribuite all’azione di governo: una mancata divisione tra previdenza e assistenza con il conseguente scarico sulle casse dell’Inps di problematiche assistenziali e di fiscalità generale; una inevasa omogeneizzazione contributiva e l’aver provocato la rincorsa al prepensionamento facendo del terrorismo sui lavoratori.

Ivana Brunato sottolinea che se la manifestazione di domani muove dall’attacco alle pensioni è tutta la manovra finanziaria ad essere nel mirino: «Ripropone disuguaglianze e iniquità – è il commento della segretaria Cgil. La mobilitazione deve essere anche contro i tagli che mettono in ginocchio le amministrazioni e le comunità locali, i condoni e in genere contro la tendenze egoistiche ed individualistiche di queste linee di governo».
Per Restelli, Cisl, la critica va estesa anche alla Confindustria, colpevole «da una parte di voler da subito la riforma pensionistica, dall’altro di promuovere a largo raggio la rimozione dai posti di lavoro i lavoratori sopra i cinquant’anni. Quello che manca completamente è poi qualsiasi incentivo allo sviluppo».
Una situazione altamente critica, dunque, concordano tutti i portavoce, aggravata da un aspetto ulteriore: l’impossibilità di dialettica politica imposta dalle metodologie del governo, tra messaggi e rete unificate e mancanza di di tavoli di concertazione. «Siamo arrivati al punto di dover fare controinformazione, per poter replicare davanti ai cittadini, le affermazioni unilaterali di chi sta occupando tutti i media».

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Pubblicato il 22 Ottobre 2003
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