«Assumere i disabili non è solo un dovere»
«Un modello da imitare» l'esempio della Cooperativa lavoro e solidarietà emerso in un convegno: una vera e propria impresa che dà lavoro a 38 portatori di handicap e ad altri 16 dipendenti, reinvestendo gli utili nel sociale
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Maggiore collaborazione tra aziende e Provincia. Una legge capace di dare dignità alla persona disabile. Ma soprattutto la volontà di cambiare mentalità, seguendo la strada già percorsa con successo dalla Cooperativa Lavoro e Solidarietà di Saronno. È quanto è emerso questa mattina nel lungo convegno svoltosi a Villa Gianetti avente come tema "L’inserimento lavorativo delle persone disabili". L’incontro, al quale hanno partecipato molti rappresentanti delle istituzioni locali, è stato organizzato dall’attiva cooperativa saronnese e dalle associazioni che la sostengono, con il patrocinio del Comune di Saronno, della Provincia, dell’Unione Industriali della Provincia di Varese e della Compagnia delle opere di Saronno. «L’esempio della Cooperativa Lavoro e Solidarietà (Cls) – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali di Saronno Luciano Cairati – non deve rimanere fine a se stesso. L’incontro di oggi ha dimostrato come vi sia la necessità di cambiare mentalità anche nel resto della provincia. Noi lo abbiamo fatto, stiamo ancora cercando di farlo. E i risultati si vedono». «La nuova legge, la 68 del 99, entrata in vigore solo nel 2002 – ha spiegato Pierangelo Albini, responsabile delle relazioni sindacali di Univa -, è un grosso passo avanti nel cambio di mentalità nei confronti dei disabili. Prima venivano considerati un peso per le aziende, oggi, grazie anche al sistema di inserimento mirato, possono essere meglio collocate nelle aziende, diventandone parte integrante e produttiva. La loro assunzione non è più solo un dovere da applicare per legge. In questi tre anni la Provincia ha fatto grossi passi avanti, ma questo è solo l’inizio di un percorso. Ora bisogna affrontare il passaggio successivo. Le imprese hanno bisogno di essere seguite. L’imprenditore deve essere aiutato nel momento in cui si rende disponibile a ricevere persone diversamente abili. Deve essere aiutato a cambiare mentalità. Ci vuole un cambio di cultura e il prossimo salto è questo». «Condividiamo in pieno questo modi di pensare – ha proseguito Pasqualino Cau, presidente della cooperativa -. Da noi viene prima la persona, poi tutto il resto. Il profitto esiste, non per essere suddiviso, ma reinvestito nel sociale. Come adesso che stiamo per raddoppiare la superficie del capannone. Tutto ciò anche grazie alla sensibilità dell’amministrazione che ci è sempre stata molto vicina in questi anni. L’esperienza di Saronno non deve rimanere isolata e a discrezione delle amministrazioni. Deve essere esportata e presa a modello. Non vogliamo creare delle filiali, ma l’interazione tra pubblico e privato sociale è possibile. il soggetto diversamente abile, e siamo tutti diversamente abili, deve esprimere la sua presenza nel sociale attraverso le sue capacità». «Dobbiamo capire – ha proseguito poi Lucio Bergamaschi, presidente dell’associazione amici della cooperativa – quale interazione è possibile in futuro tra le diverse realtà». «La nuova legge 68 dà grandi possibilità anche alle grandi e medie imprese – ha spiegato l’assessore provinciale alle politiche sociali, Rienzo Azzi -. Negli ultimi anni c’è stato un ampliamento consistente nei rapporti tra aziende e Provincia. Basti pensare che oltre il 50 per cento delle aziende sono convenzionate con la Provincia, ed è un dato in costante crescita. Inoltre, va sottolineato che per le aziende che assumono persone diversamente abili vi sono agevolazioni fiscali. Il nostro obiettivo è dare la possibilità al disabili non solo di lavorare, ma di lavorare al pari degli altri. Saronno, Castellanza e Varese sono stati in grado di fare ciò, trasformando da soli, secondo le proprie esigenze, i vecchi Nuclei di inserimento lavorativo. Ma questo discorso adesso deve essere allargato ad altre realtà». «Dalla relegazione dei disabili di 40 anni fa si è passati all’integrazione – ha spiegato il sindaco di Saronno Pierluigi Gilli -, ovvero partecipare alla vita di tutti i giorni anche grazie all’attività lavorativa. Ed è un discorso che deve partire dalle amministrazioni locali, le più vicine alle esigenze del territorio. Ben vengano le realtà come la Cls che è riuscita anche a coinvolgere il resto della città in questi progetti». Secondo l’onorevole Marco Airaghi «negli ultimi anni sono stati fatti diversi passi avanti, e ancora bisogna farne. L’inserimento nel mondo del lavoro è ora il passo più importante per le persone diversamente abili». |
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