Come cambia il mondo dell’emarginazione
Un convegno al De Filippi affronterà nei prossimi giorni il delicato tema della marginalità sociale e i nuovi metodi per limitarla
Parlare di emarginazione, disagio, problematicità dei rapporti, ma anche di accoglienza, reinserimento nella società, recupero e prevenzione, non è facile. Parliamo di tossicodipendenti, persone che si prostituiscono, soggetti senza fissa dimora, alcool dipendenti, immigrati clandestini: negli ultimi anni sono cambiati molto i processi di marginalizzazione e nello stesso tempo si stanno rinnovando gli interventi pratici sul territorio.
Di questo si parlerà in un convegno in programma nei giorni 20 e 21 novembre 2003, presso il Collegio De Filippi di Varese, dal titolo “Una accoglienza possibile. Il sistema di prossimità tra lavoro di strada, servizi e riduzione dei rischi”. Si tratta di due giornate di studio e lavoro, promosse
dal Comune di Varese, Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione, Consorzio Sol.Co. Varese, in collaborazione con il C.N.C.A., in cui verranno presentate le attività svolte e alcune delle esperienze più significative attuate a livello nazionale.
Nello specifico, il convegno/workshop vuole affiancare agli interventi tecnici e teorici sulla materia il contributo di tutti coloro che quotidianamente si confrontano con la marginalità sociale, attraverso i progetti territoriali e la gestione dei servizi.
Il convegno “Una accoglienza possibile” si colloca all’interno dell’iniziativa “Equal”, strutturata su scala europea e realizzata a livello locale attraverso il progetto “Strade dell’inclusione”, nato nel 2002 per iniziativa del Comune di Varese, della cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, del consorzio Sol.Co. Varese e del consorzio Lavorint di Milano e finalizzato all’integrazione dei servizi locali che curano l’accoglienza della popolazione ad alta esclusione sociale.
Roberta Bettoni, operatrice della cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione e coordinatrice del progetto “Equal. Strade dell’inclusione”, da anni impegnata nei servizi di intervento contro l’emarginazione sociale, illustrerà il quadro attuale e le prospettive future:
«Molte delle persone che incontriamo quotidianamente nei nostri servizi si presentano con percorsi di sofferenza e progressiva deriva sociale, con bisogni e domande complesse, con situazioni di multiproblematicità di fronte alle quali rischiamo di poter dare solo delle risposte parziali. Occorre allora rivedere molti dei nostri modelli di intervento e degli approcci finora utilizzati alla luce dei nuovi bisogni e dei nuovi fenomeni di marginalità. Nel futuro, l’attività di prossimità relazionale dovrà necessariamente diventare un servizio riconosciuto, una forma di accoglienza integrata, un percorso condiviso tra pubblico e privato, tra sociale e sanitario».
Le relazioni degli esperti saranno accompagnate da veri e propri gruppi di lavoro sui temi della sicurezza, dell’accoglienza, del sistema dei servizi, dei diritti di cittadinanza, con l’obiettivo di costruire insieme una “carta d’identità” che punti l’attenzione sulla “prossimità”.
Quest’ultima intesa come vicinanza, contatto con le persone a grave rischio di emarginazione, cosa che implica un’attenta riflessione sugli interventi adottati: gli operatori delle unità mobili, dei servizi di drop-in, dei centri di accoglienza dovrebbero riuscire a porsi in ascolto delle diverse e complesse problematiche dei soggetti coinvolti, promuovendo misure di tutela e prevenzione e utilizzando al meglio la rete sociale e sanitaria del territorio.
Sul territorio della provincia di Varese sono presenti diverse organizzazioni, pubbliche e private, che offrono accoglienza diurna e/o notturna alle persone in grave stato di emarginazione; spesso queste stesse organizzazioni non sono legate da rapporti formalizzati o da precise intese che superino i confini del lavoro sul singolo caso.
Il progetto “Strade dell’inclusione” si propone di far emergere le domande e i bisogni che provengono da questa rete informale, di approfondire alcuni temi comuni e di adoperarsi affinché le questioni evidenziate diventino oggetto di un intervento integrato.
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