«I frontalieri sono trattati in modo diverso»
Denuncia del Consiglio sindacale interregionale sulla condizione dei lavoratori frontalieri
A oltre un anno dall’avvio degli accordi bilaterali fra la Svizzera e l’Unione Europea, se da una parte vanno registrati buoni progressi per la libera circolazione, non mancano note dolenti legate alle disparità di trattamento per i lavoratori frontalieri sugli aspetti previdenziali e di natura contrattuale. Di questo si è parlato all’Inps di Varese, durante l’ultimo tavolo tecnico attorno al quale si sono ritrovati gli addetti ai lavori di istituzioni, sindacati e patronati sindacali delle province del territorio di frontiera in Lombardia e Piemonte e Canton Ticino.
«L’introduzione di nuove normative che annullano le convenzioni in atto, rischiano di cancellare diritti acquisiti penalizzando di fatto i lavoratori e le lavoratrici frontalieri: parliamo di pensioni anticipate di anzianità e di prepensionamento per i lavoratori dell’edilizia» si legge in una nota del Csi, il consiglio sindacali interregionale.
All’incontro che ha visto una partecipazione altamente qualificata, c’erano, per la prima volta, anche Iginio Pedrioli e Monica Maestri rispettivamente dell’Ufficio Prestazioni e dell’ufficio Invalidità dell’Istituto delle Assicurazioni Sociali di Bellinzona.
In questa occasione la presidenza del Csi, ha denunciato il permanere di due problemi che di fatto comportano una difformità di trattamento ed una perdita di diritto per i lavoratori frontalieri. Si tratta del trasferimento dei contributi Avs all’Inps e del prepensionamento per i lavoratori Edili.
La richiesta di proroga della legge 172 trasferimento dei contributi AVS all’Inps presentata al ministro Maroni con una lettera ufficiale il 10 giugno ultimo scorso, è rimasta senza risposta. Il CSI ha ribadito la volontà dell’organismo Sindacale Transfrontaliero a riformulare tale richiesta al Ministero del lavoro coinvolgendo anche i parlamentari della zona Piemontese e Lombarda.
Fra gli argomenti trattati anche quelli che riguardano le ultime novità legate alle normative europee sulla nuova modulistica. se dalla parte italiana si è registrato un omogeneizzazione e velocizzazione dalle pratiche lo stesso però non si può dire per la parte svizzera, riconosciuta anche dai rappresentanti dell’ I.AS. di Bellinzona,
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