Un fiore che vale una casa
Da 25 anni sul territorio, Anffas e Fondazione Ratti si impegnano per aiutare le persone con disabilità mentali. L’ultima sfida: raccogliere fondi per realizzare una residenza destinata a chi è rimasto solo
Sabato 15 e domenica 16 novembre, fuori dalle chiese della città, volontari dell’Anffas distribuiranno ciclamini e azalee per raccogliere fondi in vista della futura comunità residenziale che sorgerà a Bobbiate in via Macchi al dodici: ” Entro la fine dell’anno partiranno i lavori di ristrutturazione dell’ultima ala della cascina Casela, dove già trova spazio il centro socio educativo – spiega Cesarina Del Vecchio, presidente di Anffas onlus Varese – Abbiamo ottenuto un finanziamento dalla Regione di 450.000 euro, ma abbiamo bisogno di almeno altri 100.000 euro per gli arredi e per sostenere le prime rate del mutuo”. L’iniziativa rientra nel “Progetto Vita” che Anffas sta portando avanti per dotare il territorio di tutti i servizi necessari ai disabili intellettivi e relazionali. Un cammino che in dodici anni ha prodotto numerosi risultati: oggi Anffas, attraverso la Fondazione Ratti che si occupa dei servizi, segue 35 bambini sotto i 14 anni, circa 60 tra adolescenti e adulti e 75 adulti e anziani ospitati nei centri residenziali: “Dobbiamo distinguere due filoni importanti della nostra attività – spiega Cesarina Del Vecchio – da una parte c’è la fase del “con noi”, quando i disabili sono seguiti dalle famiglie e hanno bisogno di percorsi diurni che effettuano nei CSE (Centro Socio educativo), dall’altra c’è il “dopo di noi”, quando il disabile, rimasto senza aiuto, ha bisogno anche di un posto dove stare e qui ci sono le comunità alloggio (CRH)”.
In 25 anni di attività sul territorio, Anffas è riuscita a mettere insieme un’offerta di servizi variegata: tre CSE, a Bobbiate, a Bregazzana e a Besozzo, un CRS semiresidenziale destinato ai più piccoli, due CRH, uno a San Fermo e uno a Sesto Calende, realizzato dall’Asl in collaborazione con la Provincia e con il coinvolgimenti di alcuni comuni e che verrà ufficialmente inaugurato venerdì 12 dicembre. Sono 150 tra volontari e dipendenti le persone che operano all’interno della Fondazione.
“Nell’ultimo decennio l’offerta di servizi è indubbiamente migliorata – commenta la presidente di Anffas – la rete copre tutti i bisogni, almeno per i casi gravi e gravissimi. Abbiamo sempre trovato nell’Azienda sanitaria, prima Usl, un interlocutore serio e disponibile. Forse i varesini sono un po’ distratti sul tema in generale: molto presenti sui progetti concreti, sono sfuggenti sui temi quali solidarietà e sensibilità”.
Il prossimo week end sarà un ulteriore banco di prova per la generosità dei varesini: la comunità che si vuole realizzare ospiterà 9 disabili rimasti senza aiuto. “Vogliamo ricreare l’ambiente familiare. C’è un enorme camino che dovrà essere il punto centrale della casa: il focolare domestico”.
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