Una rete scolastica per combattere le dipendenze

Il nodo scolastico di Gallarate avvia una serie di corsi destinati a docenti e genitori per imparare ad affrontare i problemi legati all'uso di droghe, alcol e fumo. Dalle elementari fino ai licei un percorso per aiutare i giovani

Nelle scuole è allarme droga? Non più che negli anni passati. La campagna mediatica dei giorni scorsi sulla crescente presenza di sostanze stupefacenti tra i banchi di scuola ha riportato il problema in uno dei luoghi naturali dove il fenomeno si presenta. Dopo la fine degli anni ’80, quando il problema della tossicodipendenza caratterizzò molte delle azioni degli insegnanti, l’attenzione si spostò in altre zone di ritrovo dei giovani come le discoteche, mentre gli istituti educativi si concentrarono su altre tematiche quali l’alimentazione e le sostanze dopanti. 
Oggi le scuole sono di nuovo sotto i riflettori: «Diciamo che la campagna di stampa è stata  inopportuna  – spiega Mirella Baratelli,
Dirigente Scolastico Liceo Classico e Scientifico di Gallarate – perché ha scatenato un eccessivo allarmismo. La scuola non ha mai abbassato la guardia su queste tematiche. È indubbio, però, che le notizie degli ultimi tempi ci hanno convinto a pubblicizzare meglio ciò che stiamo facendo». Il nodo scolastico di Gallarate, per esempio, ha deciso di andare oltre ai consueti interventi educativi: «Il nodo scolastico, che raggruppa 24 istituti e direzioni didattiche di ogni ordine e grado, ha deciso di avviare un progetto formativo e informativo rivolto soprattutto ai docenti e alle famiglie, le persone, cioè, che vivono a contatto con i giovani. Vogliamo avviare un discorso in rete, ed è questa la vera innovazione, che parli di prevenzione a tutta la popolazione scolastica dai più piccoli ai maggiorenni. Il discorso che intendiamo portare avanti, poi, non si limita alle sostanze stupefacenti ma tocca tutte le possibili dipendenze: fumo e alcol compresi».
Punto di partenza del progetto, che ha ottenuto i finanziamenti FSE,  è la comprensione del disagio giovanile.
 I docenti che hanno aderito all’iniziativa approfondiranno alcuni aspetti fondamentali per gli interventi che si potrebbero attuare: l’osservazione, l’ascolto empatico degli adolescenti prolungato nel tempo, l’opportunità di avviare al più presto interventi formativi per il personale insegnante, gli spazi ed i tempi da prevedere per i genitori nel loro rapporto con la scuola.
Le modalità d’intervento precoce devono rendere possibile ai giovani il miglioramento dei rapporti fra coetanei e con gli adulti, aprendo gli spazi di alleanze e di solidarietà interpersonale.
Oltre agli incontri formativi dei docenti, incontri informativi verranno organizzati per i genitori (momenti assembleari alternati a veri e propri corsi con metodologie interattive rivolti a gruppi ristretti).
Il percorso è stato pensato in due parti: a maggio si concluderà la parte teorica, mentre dal prossimo anno alcuni docenti potranno avviare corsi sperimentali in cui troveranno applicazioni le tecniche d’approccio imparate. Tra i genitori, invece, verranno individuati gruppi di riferimento a cui tutte le famiglie potranno rivolgersi in caso di bisogno: «Spesso la famiglia si sente sola – conclude la preside- senza un aiuto. Individuare dei referenti tra i genitori potrà contribuire a sostenere la famiglia nel rapporto con il proprio figlio in difficoltà».

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Pubblicato il 21 Novembre 2003
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