L’urlo d’allarme dei commercianti: «Ci volete chiusi?»

Diversi esercenti di Varese sottoscrivono una lettera di protesta per la politica commerciale dell'amministrazione. La risposta dell'assessore

«Siamo commercianti di Varese Centro, non siamo nel centro storico, ma non per questo ci reputiamo di serie B».
Inizia così la lettera inviata oggi a Varesenews da alcuni commercianti del centro di Varese, che si dicono penalizzati dalla scelta dell’amministrazione comunale di permettere l’apertura dei soli negozi del centro storico in occasione del mercatino di domenica scorsa. «Sappiamo benissimo – recita la lettera – che la prima domenica del mese in Varese i negozi, centro commerciale e grande distribuzione hanno la possibilità e la libertà di tenere aperto. In questo ponte la festività cadeva sabato 1 novembre con conseguente chiusura prevista e apertura alla domenica. Improvvisamente si è decisa la variazione spostando l’apertura al sabato e la chiusura alla domenica dietro richiesta della FAID e dopo aver consultato i responsabili di categoria. La delibera comunale risaliva a due giorni prima, cioè giovedì 30 ottobre alle ore 17.00. In questa si avvisava dell’apertura straordinaria del sabato e la chiusura della domenica con deroga per i negozi adiacenti al mercatino». E qui cominciano i problemi per i piccoli commercianti. Come fa un piccolo esercente ad organizzarsi per questo tipo di apertura?, si chiedono i commercianti firmatari della lettera. E ancora, perché alcuni a poca distanza l’uno dall’altro potevano aprire la domenica senza incorrere in sanzioni e altri no? La grande distribuzione è stata sanzionata per l’apertura non autorizzata? «Tutte queste domande, alle quali è difficile dare una risposta – conclude la lettera – , ci fanno pensare che forse si sta favorendo un po’ troppo la grande distribuzione e il centro storico. Vorremmo ricordare che di fronte all’amministrazione comunale siamo tutti uguali e quindi avremmo tutti diritto allo stesso trattamento. Sembra quasi che ci sia la volontà di far si che il piccolo negozio sparisca, ed è invece proprio questo che ha fatto della città di Varese una città commerciale»

Alle domande dei commercianti ha risposto l’assessore alle attività produttive, commerciali e alle politiche del lavoro del comune di Varese Salvatore Giordano. «I negozi della grande distribuzione, ma anche alcune altre attività fuori dal centro storico hanno tenuto aperto nella giornata di domenica a loro rischio e pericolo – ha commentato l’assessore – . I piccoli commercianti hanno ragione quando affermano che di fatto il sistema sanzionatorio “favorisce” in qualche modo la grande distribuzione, ma da parte del comune non possiamo certo modificare le sanzioni a seconda che si tratti di un grande magazzino o di un piccolo negozio. Le sanzioni non sono determinate da norme comunali, bensì da dispositivi regionali».
Non esistono negozianti di serie A o di serie B, quindi, secondo l’assessore. Certo esiste una «macchina degli interessi che spinge i negozi più grandi a mettere sul piatto della bilancia i costi rappresentati dalle possibili sanzioni e i benefici di un’apertura aggiuntiva». E le multe, quante ne sono state elevate? «Attualmente – conclude l’assessore – non sono in grado di dire quanti controlli sono stati effettuati né tanto meno il numero di multe fatte dalla polizia municipale»

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Pubblicato il 06 Novembre 2003
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