«Giù le mani dall’ultimo parco di Bizzozero»

Affollata assemblea pubblica per contestare la costruzione del nuovo carcere in via Piana di Luco

Un parco invece del carcere. Punto.
Non c’è altro da aggiungere e non ci sono alternative. Il Comune di Varese si metta a cercare un’altra area, lontana dalla zona sud della città.
E’ questa la sintesi degli interventi di ieri sera al Circolo di Bizzozero, dove il centro sinistra varesino (Ulivo, Rifondazione e Di Pietro) ha organizzato un’assemblea pubblica sulla realizzazione del nuovo penitenziario nella via Piana di Luco. La decisione di modificare il piano regolatore presa dalla giunta di Fumagalli non piace al centro sinistra che ieri sera non ha fatto mistero di aver intenzione di contestare il progetto quando arriverà in Consiglio comunale.
«Non riusciamo a capire il tono trionfale di Fumagalli – ha detto Alessandro Alfieri, portavoce dell’Ulivo, in apertura dell’assemblea, di fronte a una platea di settanta persone – Questo progetto non ci piace e non è affatto detto che i giochi siano fatti. Sono molte le domande senza risposta: per esempio perché insistere su questa zona di Varese già penalizzate da altri grandi interventi, attuati e in progetto? Perché non si dice che la zona dei Duni, dove il sindaco Fumagalli intende realizzare cento alloggi di edilizia popolare, è a forte rischio idrogeologico? Chi vuole speculare sui Miogni?»
E sono state queste le domande che più volte sono rimbalzate nel corso della serata.
«Analizziamo la situazione – hanno detto gli Amici di Bizzozero, l’associazione che da anni cerca di preservare la “castellanza” da interventi edilizi troppo invasivi – Ci troveremmo a est con il carcere, a nord con il Campus, a ovest con la diga che la Provincia vuole realizzare, e a Sud con case popolari e comunità socio-assistenziali.
Il Comune ci dica apertamente che cosa vuole fare di Bizzozero. Ci sembra che lui abbia le idee ben chiare».
Deciso anche l’intervento del sindaco di Gazzada Schianno Alfonso Minonzio che ha ribadito di aver avuto un solo colloquio con Fumagalli sulla questione e di aver espresso perplessità: «111.900 metri quadrati di carcere per 300 detenuti. Questo è un progetto che l’area di Bizzozero non può sostenere: la fognatura non è adeguata per non parlare poi di tutti i problemi legati alla viabilità».
Le soluzioni, a detta di tutti, non sono dietro l’angolo.
«I detenuti hanno il diritto ad una vita dignitosa – ha detto nel suo intervento Angelo Zappoli, consigliere comunale di Rifondazione Comunista – e i Miogni non è un carcere che ospiti dignitosamente i detenuti. Ma ci sono altre aree a Varese che nessuno ha preso in considerazione, aree dismesse, forse recuperabili. Ma in commissione questo progetto non è mai arrivato e non sappiamo perché sia stato scelta Bizzozero invece di un’altra zona».
Quel che è certo è che tutti vorrebbero un dietro front senza tentennamenti: in via Piana di Luco dovrebbe essere tutelato il parco che oggi esiste. Insomma, il carcere venga costruito ma non nell’ultimo polmone verde a Sud di Varese.
Il “pressing” nei confronti dell’amministrazione varesina sarà massiccio ma il risultato non è affatto scontato. Nessun rappresentante dell’amministrazione varesina era presente all’assemblea di ieri sera. Un segnale che lascia intendere che la battaglia sarà dura.

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Pubblicato il 05 Dicembre 2003
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