Scorie, il centro attende la decisione finale
Lo smantellamento di 15mila metri cubi di scorie si completerà in venti anni. Parla Giampiero Tartaglia, responsabile della disattivazione e gestione dei rifiuti
Poco importa se Scanzano non sarà più il deposito nazionale delle scorie radioattive di tutti i centri nucleari dismessi in Italia. Non spetta al Centro Comune di Ricerca di Ispra esprimere giudizi sull’idoneità. «Non è nostro compito dire questo, non spetta a noi, è un affare di cui si deve occupare lo stato italiano, il nostro compito è dismettere e portare le scorie nel deposito che sarà indicato dall’autorità nazionale» dichiara Jean Pierre Vandersteen direttore del sito. Insomma al centro di ricerca che dipende dalla commissione europea spetta eseguire un programma di smantellamento. All’Italia il compito di indicare il sito e al CCR disattivare gli impianti e trasportare le scorie.
Il programma di disattivazione e di messa in sicurezza nel centro isprese, in cui negli anni Settanta funzionavano a scopo di ricerca due reattori, è iniziato nel 1999. Questo programma durerà vent’anni e terminerà quindi nel 2018, data attorno alla quale termineranno i trasporti di scorie.
A spiegare il programma è Giampiero Tartaglia, responsabile della disattivazione e gestione dei rifiuti. «La quantità totale di rifiuti nucleari ad Ispra, una volta condizionati, sarà di circa 15mila metri cubi. Tale cifra include tutto il materiale inerte che è utilizzato per stabilizzare e schermare i rifiuti radioattivi – spiega Tartaglia – ad esso vanno inclusi tutti i rifiuti già esistenti ed i rifiuti che saranno prodotti in seguito alla disattivazione degli impianti nucleari. Grosso modo il valore corrisponde ad un campo di calcio di medie dimensioni coperto per tre metri di altezza da rifiuti».
In questo campo di calcio il 96 percento delle scorie che lo compongono è formato di scorie a bassissimo livello di radioattività e a vita breve o a basso livello di attività e vita lunga, mentre il 4 per cento appartiene al tipo vita lunga di livello intermedio.
«La tempistica del trasporto verso il deposito finale è stabilita dalla autorità che gestirà il deposito stesso: tale autorità comunicherà quando, come e quale materiale trasportare – aggiunge il responsabile – i trasporti inoltre seguiranno l’avanzare del programma di disattivazione. Molto probabilmente avverrà in scaglioni e tenendo conto che le attività di disattivazione termineranno nel 2018, gli ultimi trasporti saranno eseguiti in quella data».
Tutti i trasporti nucleari sono organizzati ed eseguiti in ottemperanza alle leggi italiane, alle direttive della Commissione sui trasporti nucleari e alle raccomandazioni internazionali. Queste normative riguardano tutti gli aspetti della sicurezza dei contenitori di rifiuti, i veicoli per il trasporto, i conducenti e gli aspetti di sicurezza e di radioprotezione durante il trasporto. Le misure da intraprendere per assicurare un trasporto dipendono dai metodi utilizzati. Il trasporto di materiali nucleari e radioattivi sono una pratica di routine in molti stati membri senza alcuna difficoltà tecnica, né problemi di sicurezza. Tali operazioni sono anche gestite dal CCR, come già dimostrato in passato per i trasporti di materiali nucleari verso gli Stati Uniti e di acqua pesante verso il Canada, la cui organizzazione, in questo ultimo caso ha richiesto un anno di tempo.
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