«L’ex camiceria diventi un satellite del Ccr»

Riaprire il dialogo fra partiti e associazioni l'obiettivo dell'Ascom e dei commercianti ispresi per la riqualificazione della vecchia camiceria

Dare vita ad un polo del terziario avanzato, capace di creare indotto per la zona del medio Verbano, sfruttando la strategica vicinanza col Centro Comune di Ricerca dell’Ue. E, per farlo, coinvolgere associazioni, partiti politici e amministrazione comunale al fine di generare un progetto di ampio respiro e che raccolga i consensi del territorio.
L’Ascom di Varese gioca a carte scoperte la partita per la riqualificazione dell’area "Ex Leva", l’area che ospitava la manifattura di camice, a Ispra, che il comune intendeva destinare a centro commerciale e che nei giorni scorsi ha provocato l’ira e la protesta dei commercianti. 
«Col rinvio del punto all’ordine del giorno in consiglio comunale – spiega Lino Gallina, presidente del comitato Commercianti isprese – riapriamo il dialogo sulla destinazione di quest’area, tra l’altro già oggetto di una delibera del 1996 dove si leggeva a chiare lettere l’eliminazione della funzione commerciale e residenziale, per destinarla a funzione di terziario avanzato. E’ proprio in virtù di questa delibera che parte la nostra proposta, vale a dire quella di cerare un polo di servizi, dall’informatica alla finanza alle attività connesse col settore del terziario, per creare indotto e quindi posti di lavoro».
La vicinanza del CCR (nella foto, alcuni ricercatori del Centro) rappresenterebbe insomma il cavallo di battaglia dei commercianti, forti delle attività del Centro che, sia pur recentemente bocciato come sede dell’agenzia europea per la chimica, vanta più di 2.000 ricercatori provenienti da tutta Europa.
Secondo Paolo Rossi, capo area relazioni istituzionali di Ascom Varese, il problema di Ispra rappresenta un’icona che si ripete anche in molte altre zone della Lombardia e della provincia di Varese. «Il mercato della grande distribuzione è saturo – afferma Rossi – e il fatto di avere un centro commerciale in ogni paese rappresenta un’anomalia tutta lombarda e italiana in generale». «Nel caso delle ex aree industriali come quelle di Ispra – gli fa eco Antonio Besacchi, membro della giunta Ascom – rischiamo di andare oggi a riqualificare aree dismesse, dandole in pasto alla speculazione edilizia, per fare domani lo stesso con i centri commerciali che da queste nascono, dal momento che in molti paesi europei, dove il numero di centro commerciali è comunque minore rispetto al nostro paese, la situazione è già in una fase di declino».


 

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Pubblicato il 20 Gennaio 2004
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