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Seimila metri cubi, duemila metri quadri, appartamenti per una quarantina di famiglie. È quanto sorgerà dal progetto (nella foto) per il recupero della cosiddetta, e storica, “villa della sciatica”. Nella casa, oggi abbandonata e negli ultimi anni oggetto di diversi sgomberi da parte di Polizia Locale e Carabinieri per gente che ne prendeva possesso abusivamente per abitarvi, venivano curate, fino a una trentina di anni fa, le persone che avevano problemi alla sciatica. La villa è così chiamata – si dice – visto il male di cui soffriva un suo nobile e vecchio proprietario. Giovedì sera in consiglio comunale è stato presentato il piano di recupero. «La struttura era sottoposta al vincolo della Sovrintendenza ai beni culturali che ne ha approvato il progetto che andiamo a votare stasera – ha spiegato l’assessore all’urbanistica Paolo Riva -. Siccome era impossibile ricercare posti auto nella zona, abbiamo chiesto e ottenuto dall’azienda che fosse realizzata una rotonda all’impianto semaforico di fronte». L’edificio della villa sarà così interamente recuperato. Inoltre saranno realizzate, sul quel terreno, delle palazzine che si andranno a congiungere con il palazzo di fianco. Mentre per quanto riguarda la rotonda, l’opera si aggiunge agli impianti rotatori già in progetto nel tratto di Varesina che attraversa Saronno. «Con le due rotonde già in programma a Gerenzano, vicino al Bossi – ha spiegato il sindaco di Saronno, Pierluigi Gilli – e quelle in programma in direzione Solaro, saranno eliminati tutti gli impianti semaforici presenti sulla Varesina. Non è la panacea di tutti i mali, ma almeno si renderà il traffico più fluido». L’opposizione ha però contestato il progetto sottolineando che viene edificata la zona con un indice volumetrico 4,5 metri cubi su metro quadrato. «È al di sotto del limite consentito dalla legge, fissato a 5 – ha spiegato Gilli – e il progetto dei privati rispetta tutte le normative in vigore».
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