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Ore 16 del 7 gennaio, primo giorno di saldi. Varese, corso Matteotti (foto), cuore degli acquisti, si presenta così. Tranquillo, semivuoto, funziona a pieno ritmo solo la giostra per i bambini in piazza del Garibaldino. Nei negozi che oggi espongono le agognate riduzioni, il tran tran è quello dei giorni normali. La corsa ai saldi, se è iniziata, è iniziata senza far troppo rumore. Le notizie che arrivano da altre città – a Milano, Venezia, Firenze pare ci siano stato code davanti ai negozi fin dal mattino – sorprendono i titolari di negozi varesini. Qui niente del genere. In alcuni casi molti affermano di aver lavorato di più nei giorni prima di Natale o il lunedì prima dell’epifania. Tutti, in ogni caso,sono in attesa del week-end, quando, è l’auspicio un po’ di tutti, scatterà la vere febbre dell’acquisto. Una commessa del Coin indaffarata a spolverare gli scaffali riassume lo stato d’animo generale: «Un afflusso nella media, senza picchi particolari. Devo dire che abbiamo lavorato di più lunedì scorso, quando abbiamo attivato gli sconti ai possessori della Coin card».
C’è confusione al Melablu di Vittorio Veneto. «Ma è una confusione dovuta più che altro a gente che guarda, tocca e non compra. Sono otto anni che lavoro qui – ci dice una commessa – ma non ho ancora visto i borsoni pieni delle scorse stagioni». Al Melablu, qualche ressa per entrare c’è stata questa mattina, ma anche in questo caso meno che in passato. Diverso è l’umore da Benetton: la responsabile (foto) risponde soddisfatta: «Finora è andata bene, ottimi affari: non proprio code davanti all’ingresso, ma gli acquisti sono stati in linea con le aspettative» All’Oviesse già nel primo pomeriggio la gente è tanta: attenzione non si tratta qui di saldi: «Per una scelta di politica aziendale – ci dice la responsabile – è da due anni che non facciamo saldi. Non ci sembra giusto nei confronti dell’acquirente, vendere al 50% merce fino a ieri comprata a prezzo pieno». Per contrastare la concorrenza esterna, Oviesse già del 27 dicembre ha comunque dato il via ad una campagna di offerte di abiti primaverili dello scorso anno, il tutto a partire da 4 € e 90. "Speriamo in bene, certo le vendite prenatalizie non sono state delle migliori…».
Tutto tranquillo anche da Artioli, in pieno corso Matteotti: anche qui si recita il mantra augurale, a negozio praticamente vuoto: «Oggi la gente è andata a lavorare, aspettiamo sabato e domenica per il boom».
Davanti a Boggi, stanno smantellando le casette di legno allestite per il mercatino natalizio: cambio di stagione. A pochi metri anche Boggi scalda i motori: «Già qui? È ancora presto per un bilancio – esordisce la responsabile (foto) appena conosce il motivo della nostra visita. «Fossero iniziati sabato oggi non ci sarebbe stata tregua: è solo mercoledì, aspettiamo».
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