Sarò degno di fare il politico?
Società – Sarebbe utile per la società che chi si occupa della cosa pubblica imparasse a misurarsi con il proprio desiderio etico
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Ecco i punti: 1) Nonostante gli psicoanalisti siano un po’ dispersi in tanti gruppi, sono certamente accomunati dal fatto che vivono per una causa, per un progetto. Più dimostrano di essere svegli su questa causa più sono buoni psicoanalisti. 2) Le tappe della formazione per diventare psicoanalisti. Più sono in grado di prendere la parola per dire qualche cosa di significativo sulla propria analisi personale e più saranno dei buoni psicoanalisti. Si tratta di trovare il modo per dimostrare che è avvenuto un "passaggio" di posizione. Da analizzante ad analista. Quella dell’essere analista è una posizione non è come il ruolo che ti viene dato quando entri in una istituzione ed hai anche la pretesa di tenertelo tutta la vita. È una posizione e, come tale, sempre da riconquistare, sia dentro la comunità scientifica sia sul campo, con i pazienti. Un analista che si conquista il titolo in questo modo può tenerlo solo per tre anni. Ci sono naturalmente altri titoli, ma non è qui il caso ora di dettagliare. Di fatto chi non sa trovare le parole per testimoniare la causa che lo orienta e non sa dire qualche cosa dell’effetto che ha prodotto in lui, la sua stessa analisi è, se ci si pensa in modo disincantato, un po’ sospetto. Si tratta di operazioni che avvengono dentro la comunità scientifica naturalmente ma possono anche diventare discorsi pubblici come ha fatto per esempio l’Associazione Mondiale di Psicoanalisi che ha dato alle stampe un libro interessante quanto estremamente coraggioso: Chi sono i vostri analisti? Pubblicato dalla casa editrice Astrolabio l’anno scorso il 2003. Proprio così: chi sono esattamente i vostri psicoanalisti? Ve lo siete mai domandato? Da dove provengono? Da dove saltano fuori? Chi li ha formati? Che cosa li autorizza a dirsi psicoanalisti? Se la cavano forse così bene nella propria vita da essere legittimati a dipanare quella degli altri? Non c’è un’altra professione così concepita, tale per cui un modo di "bene-dire" il proprio desiderio è valore di autorevolezza sociale al punto che ci si potrà fidare di lui ed affidargli i propri affanni e i propri malanni. Di fatto le scissioni che si ritrovano nelle società psicoanalitiche sono sostanzialmente su questa questione: come diventare analisti, come dimostrare di poter essere degno di esserlo. Le stesse questione di ogni organizzazione anche di quelle politiche come i partiti. I partiti, come ogni organizzazione e così è anche per le associazioni scientifiche e psicoanalitiche, sono nella dimensione del corruttibile. La politica, la scienza e la psicoanalisi sono, invece, nella dimensione del costruibile, utile al soggetto ed alla società, grazie alla tensione culturale ed etica che portano con sé, al servizio del soggetto. |
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Platone proponeva il governo dei filosofi. Oggi potremmo proporre il governo degli psicoanalisti. Non tutti i filosofi, non tutti gli psicoanalisti. Perché questa curiosa e solo apparentemente bizzarra provocazione?





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