Al Premio Chiara vince l’innovazione. E Arbasino
Annunciati i finalisti dell'edizione 2004. Al grande scrittore il Premio alla Carriera
Saranno Gian Luca Favetto, Paolo Nelli e Vitaliano Trevisan a contendersi il sedicesimo Premio Chiara. L’annuncio è stato dato giovedì 24 giugno, nel corso di una bella serata svoltasi, come è ormai tradizione, nella suggestiva cornice dell’eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno. Finito dunque il lavoro del Comitato di grandi lettori, composto da Ambrogio Borsani, Piera Corsini, Giuseppe Curonici, Romano Oldrini, Ermanno Paccagnini, Maria Grazia Rabiolo, Caterina Soffici, Carlo Zanzi, spetterà ora ad una giuria popolare di 200 lettori italiani e ticinesi stabilire a quale dei tre autori prescelti andrà il premio, che sarà assegnato domenica 26 settembre prossimo con una cerimonia in programma alle 17 al chiostro di Voltorre.
(foto, da sinistra: Bambi Lazzati, Romano Oldrini, Ettore Albertoni, Giangiacomo Longoni, Giovanna Bianchi Clerici, Marco Cameroni)
Dopo i saluti iniziali dell’infaticabile Bambi Lazzati, anima del Premio Chiara dopo la scomparsa di Gottardo Ortelli a cui ha rivolto un commosso ricordo, e dopo quelli degli altri presenti alla serata, il Presidente della Provincia Marco Reguzzoni (foto sotto), il padrone di casa Padre Roberto Comolli, priore dell’eremo, l’onorevole Giovanna Bianchi, l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Ettore Albertoni, il console svizzero Marco Cameroni e l’assessore al Marketing territoriale e identità culturale della Provincia di Varese, è stato Romano Oldrini ad annunciare la terna dei finalisti e a spendere alcune parole di presentazione delle raccolte di racconti con la quale gli autori hanno avuto la meglio.
Oldrini, in rappresentanza dell’Associazione Amici di Piero Chiara che promuove il premio intitolato alla memoria dello scrittore luinese (col sostegno e il patrocinio, lo ricordiamo, della Provincia di Varese, della Regione Lombardia Direzione Generale Cultura, della Camera di Commercio di Varese, del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone del Ticino, della città di Luino, dell’Ufficio Scolastico Regionale sede di Varese, nonché di diversi Enti e Privati, e in collaborazione con il Centro Culturale Svizzero Pro Helvetia di Milano), ha ricordato come quest’anno il compito della giuria tecnica sia stato particolarmente arduo, visto anche l’alto numero di opere pervenute: 74, senza tenere conto di una decina di altre non ammesse perché non in regola con le norme del bando. Un record assoluto.
Oldrini ha poi sottolineato come la scelta operata sia del tutto in sintonia con lo spirito del Premio Chiara, vale a dire perseguire per quanto possibile una linea prospettica, innovativa, che dia spazio e metta in luce voci di nuovi talenti. Così è quest’anno, perché, sia nel caso di Gian Luca Favetto, sia di Paolo Nelli e Vitaliano Trevisan siamo di fronte ad autori che, seppur nessuno dei tre alle prese con l’opera prima e tutti già messisi in luce a vario titolo, rappresentano senza dubbio una novità nel panorama letterario italiano.
Gian Luca Favetto arriva in finale con la raccolta Se vedi il futuro digli di non venire (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori), un libro, ha detto Romano Oldrini, «strano, in cui si mescolano memorie quotidiane, le angosce e le gioie del vivere, e in cui l’attenzione alle piccole storie illumina il senso di quelle più grandi».
Mio marito Francesca, pubblicato dalla giovane ma interessante casa editrice Sironi, a detta di Oldrini «è un libro coraggioso, costituto da tre racconti caratterizzati dal tono surreale e, al contempo, da una profonda psicologia».
Vitaliano Trevisan è, dei tre, il volto più noto, per lo meno agli amanti del cinema, che lo hanno potuto apprezzare come inquietante protagonista dell’ultimo film di Matteo Garrone, Primo amore, di cui è anche co-sceneggiatore. È finalista al Chiara 2004 con Shorts (Einaudi Stile Libero), racconti brevi e brevissimi, ma «taglienti come lame, caratterizzati da una scrittura di grande impatto emotivo».
La serata di giovedì è stata anche l’occasione per annunciare il vincitore del Premio Chiara alla Carriera. Dal 1997, anno della sua istituzione, questo riconoscimento ha già laureato nomi importanti quali Giuseppe Pontiggia, Giovanni Pozzi, Claudio Magris, Luigi Meneghello, Giorgio Orelli, Raffaele La Capria, Mario Rigoni Stern. Quest’anno il premio è stato attribuito ad un altro grandissimo scrittore, Alberto Arbasino. Anche in questo caso Oldrini ha sottolineato come si sia voluto rispettare l’anima di un premio che di per sé, rivolto com’è all’Italia ma anche alla Svizzera, interpreta il confine non come limite e divisione ma come possibilità di contatto e scambio culturale, assegnando il riconoscimento alla carriera ad un autore che ha fatto della stigmatizzazione delle meschinerie individualistiche e della sprovincializzazione il credo di una vita personale e culturale.
Ma, come è consuetudine, se da un lato il Premio Chiara onora i grandi delle nostre lettere, dall’altro ha un occhio di riguardo per i giovani, cerca possibili talenti fra le nuove generazioni con la sezione del concorso espressamente riservata ad essi. 24 i finalisti del Premio Chiara Giovani 2004 su più di 240 partecipanti da tutta Italia e dal Canton Ticino. I racconti prescelti dalla giuria tecnica sono confluiti ora in un libretto edito dall’associazione Amici di Piero Chiara dal titolo Con la musica in testa, lo stesso che costituiva la traccia proposta per gli elaborati. Toccherà ora a ciascuno dei 200 membri della giuria popolare esprimere una sola preferenza fra i 24 racconti per stabilire una graduatoria finale: i primi sette classificati riceveranno ognuno un premio diverso durante la cerimonia che si svolgerà domenica 19 settembre alle ore 17 a Villa Recalcati a Varese.
In conclusione di serata un emozionante omaggio alla memoria di Piero Chiara: la proiezione dell’ultima intervista dello scrittore, rilasciata pochi mesi prima della sua morte a Sergio Grandini per la TSI, seguita da un collage di spezzoni di alcuni film tratti da suoi libri (Il piatto piange, La stanza del vescovo, Venga a prendere un caffè da noi, Il cappotto di Astrakan). In alcune sequenze si è potuto riconoscere lo stesso Chiara, che si era prestato a comparire in alcuni di questi film, sulla scia di un altro grande personaggio, Alfred Hitchcock, con il quale lo scrittore condivideva la stessa autoironia e lo stesso sguardo disincantato sulla vita.
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