Scritte neofasciste al Circolo di Belforte
Un inno alla Repubblica sociale di Salò sotto la lapide in onore dei caduti della resistenza
«Avevamo chiesto al Sindaco una maggiore vigilanza. Per tutta risposta ora si multa chi butta per terra un mozzicone e ci ritroviamo periodicamente i muri imbrattati. E non ci si venga a dire che sono i soliti quattro stupidi perché a questa retorica non ci stiamo più». A parlare è Fabrizio Mirabelli, presidente del circolo di Belforte oltre che consigliere comunale dei Ds.
«Queste scritte non arrivano per caso. Oggi è la festa della Repubblica. Dovrebbe essere la festa di tutti gli italiani.
Evidentemente qualcuno non ci si riconosce. I luoghi colpiti non sono mai a caso. Prima di imbratta la Schiranna durante la festa dell’Anpi, poi la sede della federazione provinciale dei Ds e ora il Circolo di Belforte. Un luogo che è conosciuto e molto frequentato perché sede di molte iniziative oltre che spazio in cui operano le sezioni locali di Ds, Comunisti Italiani, Rifondazione e Anpi. Scritte inneggianti alla repubblica sociale proprio sotto la lapide posata il 25 aprile del 1953 in onore ai caduti della Resistenza. Non accettiamo queste continue provocazioni».
A questo lungo elenco fatto da Mirabelli va poi aggiunta anche la sede della Camera del lavoro di Varese e recentemente lo studio del consigliere comunale di An Cornacchia.
Ad agire sono quindi mani che scelgono bene dove andare a lasciare i loro torbidi simboli. Questi, se è vero che non fanno male fisicamente, sono però il segno di una città in preda di ogni genere di scorribanda e che non ha alcun rispetto, anzi che ama profanare i luoghi dove maggiormente è radicato un sentimento legato alla Resistenza.
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