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«Non mancherò mai di fare la mia parte, mi spiace per quello che mi è capitato». Una voce flebile, debole, quasi irriconoscibile, quella trasmessa da Radio Padania poco dopo le 15 di oggi dall’emittente leghista. Un messaggio di 12 righe, a tratti quasi incomprensibile, per via di una voce ben lontana da quella ruvida, tonante che di lui si ricordava. Un Bossi affaticato ma presente. Il messaggio è stato chiaro, ma a tratti dolente: «Mi spiace per quello che è capitato a me, mi scuso se mi è capitata questa disgrazia, sono stato schiacciato dal dolore» le espressioni più forti e significativi usate dal Senatùr, quasi un segno di incredulità rassegnata di fronte ad un colpo che ha minato l’organismo robusto e fiero del politico. Ma il ministro non ha esitato a lanciare i suoi alla elezioni. Ha invitato i leghisti ad andare alle urne i prossimi 12 e 13 giugno, e di farlo votando Lega. Ha anche promesso la sua presenza sul territorio. Le voci che si sono rincorse questa mattina sul possibile rinvio del raduno di Pontida hanno trovato una giustificazione. È lo stesso Bossi a chiederlo. «E’ meglio rinviarla la festa, voglio esserci anch’io a Pontida. Pontida è la mia festa» Adunata rinviata a dopo le elezioni, sperando nei tempi di ripresa del segretario. Grande l’emozione del popolo padano prima e subito dopo la messa in onda del messaggio. A microfoni aperti, centinaia di telefonate hanno salutato il ritorno del guerriero. Tanti in lacrime, una corale dimostrazione di affezione al leader, così come era avvenuto nei giorni immediatamente successivi al suo ricovero. Chi si attendeva messaggi più strettamente politici, forse è rimasto deluso. Solo un vago accenno: «Sul territorio sarò in giro a portare la mia voce alle persone, a fare chiarezza magari». Niente di più, nessun accenno alla situazione politica attuale, nessun richiamo ai recenti dubbi nuovamente espressi sulla riforma federalista. Bossi è tornato, ma a sentirlo sembra ancora davvero lontano.
Il testo integrale del messaggio di Umberto Bossi
«Sto abbastanza bene, nel senso che non sono morto, ma era meglio non avere sta roba. E’ meglio rinviarla la festa, voglio esserci anch’io a Pontida. Pontida è la mia festa. Alle elezioni tutti i leghisti devono andare a votare Lega, è evidente, e poi a tutte le manifestazioni che faremo, visto che tutti partecipano, ci sarò in giro sul territorio; sul territorio sarò in giro a portare la mia voce alle persone, a fare chiarezza magari. Quindi io ci sarò insomma vi saluto con tanta simpatia, tanta amicizia; è andata così quest’anno, ma sono stato schiacciato dal dolore e quindi non ho potuto essere in giro come gli altri anni. Mi spiace per quello che è capitato a me questa volta, lo so, però con voi non mancherò mai di fare la mia parte. Viva la Padania. Ho bisogno di recuperare un po’ la voce, un po’ di energia, un po’ tutte queste robe qui. Facciamo le manifestazioni che dobbiamo fare. Dai!».
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