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Denuncia per mobbing nei confronti della direttrice del carcere di Busto Arsizio. E’ stata presentata venerdì mattina dall’avvocato Francesca Cramis per conto della sua assistita, la dottoressa Cosima Bruzzese, dirigente sanitario dell’istituto di pena. L’azione legale da parte del medico, dimessosi dal suo incarico giovedì scorso, mette il sigillo alla settimana di passione del comparto penale di Busto. Una settimana cominciata con la visita dei consiglieri regionali Martina e Litta Modigliani, sfociata nella denuncia – dagli stessi presentata sabato mattina presso il Tribunale di Busto – per le presunte irregolarità e per l’ipotizzato scarso rispetto verso i detenuti da parte della direttrice Caterina Ciampoli. Dal canto suo il massimo dirigente del penitenziario aveva dichiarato a Varesenews la propria estraneità ai fatti contestati, preannunciando una querela nei confronti dei due consiglieri regionali. Ma che le cose si stessero complicando era già evidente da giovedì quando sono cominciate a circolare le voci delle dimissioni della Bruzzese. Una convivenza non facile tra loro. Una delle accuse avanzate dai due politici verteva proprio sulle supposte ingerenze da parte della direttrice nella attività sanitaria dell’istituto, fino al punto di negare visite specialistiche ai detenuti. L’argomento peraltro era supportato da due precedenti esposti presentati dal medico contro la Ciampoli: il primo per "negata autorizzazione a prestazioni sanitarie"; il secondo per violazione della privacy. "La direttrice – spiega l’avvocato Cranis – avrebbe più volte aperto la corrispondenza privata tra i detenuti e il dirigente sanitario". Precedenti che hanno contribuito ad aumentare la temperatura del disagio, sfociato appunto nelle dimissioni di qualche giorno fa. "La mia cliente è stata costretta a dimettersi – continua il legale – per la persistenza di un clima minaccioso nei suoi confronti". Su queste presupposti Cosima Bruzzese, che ha preso servizio a Busto il 2 gennaio 2004, ha deciso di compiere il passo più impegnativo, una denuncia per mobbing. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni il medico, se non un "Non ce la facevo più" che lascia trasparire il peso di una insostenibile tensione. Nel frattempo il penitenziario è stato oggetto di una ispezione da parte del Provveditorato regionale: "Segno – commenta il consigliere di Rifondazione Martina – che le autorità competenti stanno valutando attentamente la nostra denuncia. Il nostro obiettivo sono, a questo punto, le dimissioni della direttrice".
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