«Servizio civile volontario a rischio paralisi»

L'Allarme da Arci Servizio Civile durante la giornata nazionale dedicata al problema. Dal 2005 stop agli obiettori di coscienza

«Dal 2005 si rischia il blocco totale del servizio civile volontario». L’allarme è lanciato proprio oggi, 8 luglio, giornata nazionale in difesa del servizio civile volontario, dalla sede varesina dell’Arci Servizio Civile, associazione che a livello nazionale raccoglie Arci, Uisp, Auser, Legambiente, Cgil, mentre a livello varesino si aggiungono anche Ciclocittà, Circolo ArciCittà,Cooperativa di Biumo e Belforte, FilmStudio90. 
Dal 2005, infatti, non vi saranno più obiettori di coscienza e il servizio civile volontario, nato per sopperire proprio a questa mancanza, è fermo da mesi «perchè non vi sono stanziamenti economici adeguati da parte dello Stato – spiega Franco Zanellati, responsabile dell’associazione Arci Servizio Civile -. Il rischio con il prossimo anno è che il progetto del nuovo volontariato venga fatto morire di morte naturale. Anche con l’attuazione di alcuni decreti che porteranno a un drastica diminuzione dei volontari».

Il servizio civile volontario è stato istituito con la legge 64 del 2001. L’idea guida di tale legge, è quella di sostituire il servizio civile "obbligatorio", svolto fino al prossimo anno dagli obbiettori di coscienza, con il servizio civile volontario svolto da ragazzi e ragazze di tra i 18 e i 26 anni, esclusivamente su base volontaria e su progetti di impiego. L’iniziativa in questi primi anni si è dimostrata un successo, tanto che ogni volta che un Comune o una associazione emette un bando su un progetto approvato o finanziato dal Ministero, vi sono sempre molte più domande rispetto ai posti disponibili. «Ma tutto questo rischia finire. La legge 64 è stata approvata dal precedente governo di centrosinistra, lasciando purtroppo in eredità all’attuale governo l’emanazione dei decreti attuativi – prosegue Zanellati -, decreti che tentano di stravolgere "lo spirito" della legge stessa, mortificandone in molti casi le idee fondanti e gli obiettivi come permettere ai giovani di fare un’esperienza formativa nel volontariato e avvicinarli al mondo del lavoro». 

Nello mirino delle associazioni, infatti, vi sono due punti in particolare: l’aumento delle ore di impegno settimanali da 20 a 36, e l’obbligo del volontario di non effettuare altra attività lavorativa nel periodo di servizio. «Tutto ciò con la retribuzione da parte dello Stato bloccata alle attuali 433 euro mensili, costringendo i giovani a dipendere dalle famiglie o peggio a cercare lavori in "nero". Contemporaneamente a tutto ciò sembra vi sia un notevole calo delle somme stanziate nel bilancio statale, destinate al servizio civile volontario, con la conseguenza di un calo enorme dei posti a disposizione per i giovani che intendono svolgere il servizio civile». 

L’Arci Servizio Civile ha già avanzato sei progetti per il 2005 per un totale di 29 giovani. «Nella nostra Provincia è presente un forte numero di associazioni, cooperative sociali, ed enti pubblici – prosegue Zanellati – che usufruiscono del servizio civile, in molti casi per garantire servizi essenziali al cittadino; nel futuro queste realtà avranno enormi difficoltà nel trovare giovani volontari, che in abbinamento al personale esistente, contribuiscono a rendere in molti casi servizi più efficienti per il cittadino. Se questi decreti non verranno modificati difficilmente i giovani saranno invogliati ad effettuare una esperienza di servizio civile. Inoltre non devono diminuire i fondi statali a disposizione. L’importante è che questo progetto non venga fatto morire».

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Pubblicato il 08 Luglio 2004
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