Terzo satellite di Malpensa, il cantiere della discordia

Da tempo è in atto un contenzioso tra la ditta appaltatrice e il subappaltatore. E due transenne feriscono due persone sul viadotto

Una folata di vento, particolarmente rabbiosa, e le transenne di un cantiere si muovono improvvisamente andando a colpire due passanti sul viadotto d’accesso a Malpensa. E’ successo verso le 11 di martedì sera, durante il forte temporale che si è abbattuto sulla zona. Uno è stato medicato direttamente presso l’infermeria dell’aeroporto, l’altro, trasportato in ambulanza all’ospedale di Gallarate, è stato medicato con parecchi punti di sutura alla mano. Non ancora chiare la dinamica dell’episodio. Accertamenti sono in corso, anche da parte della titolare del cantiere per verificare l’esatto corso delle cose.  
Un cantiere che non ha pace. 
È l’area dove sta sorgendo il terzo satellite di Malpensa, l’estensione del terminal, considerato strategico per il rafforzamento e il rilancio della logistica dell’Hub e per il quale la Todini Costruzione Generali aveva vinto l’appalto da Sea.
Da tempo l’area e i lavori sono oggetto di un contenzioso tra la ditta appaltatrice e la Kristel S.a.S., l’impresa che lo scorso anno ha ottenuto regolare contratto di subbappalto per il montaggio di carpenterie metalliche della futura struttura. 
Le cose tra appaltatore e subappaltatore hanno cominciato a mettersi male a inizio anno. Il 14 aprile la Todini ritiene risolto il contratto di subappalto. Ritardi, inadempienze, difformità rispetto al progetto e problemi di sicurezza sono le motivazioni con cui la Todini, ottiene dal giudice lo sgombero del  cantiere da parte della Kristel. Il cantiere è strategico, l’aeroporto un luogo troppo sensibile per correre rischi. Il tribunale di Roma si riserva tuttavia ulteriori approfondite verifiche. 
L’amministratore della Kristel, Carlo Pettinati (nella foto davanti al cantiere), non ci sta e riesce ad ottenere, dallo stesso giudice la revoca dello sgombero. Inadempienze e ritardi, ci sarebbero stati, si legge nel decreto, ma non imputabili alla Kristel. Per una maggiore verifica, a quel punto si chiama in causa il consulente tecnico d’ufficio. 
La perizia del C.t.u. evidenzia alcune inadempienze non gravi, in un contesto in ogni caso non riconducibili a sole responsabilità del Pettinati. 
Il 12 luglio scorso, il tribunale competente di Roma infine rigetta il ricorso della Todini, revoca il decreto di sgombero, di fatto reintegrando la Kristel nel cantiere del terzo satellite. 
Una sentenza di cui Pettinati alcuni giorni fa si è fatto forza per occupare l’area di lavoro con una decina di operai. 
Nel merito, oltre a possibili slittamenti nella realizzazione dell’opera, si parla di circa 1milione di euro. Una cifra, secondo Pettinati, che Todini dovrebbe corrispondere alla Kristel per quanto già fatto. Quello che l’imprenditore ora chiede è di essere reintegrato sul lavoro o di essere liquidato per far fronte ai costi del personale e a quelli di gestione. Per ottenere l’una o l’altra cosa, annuncia di essere disposto ad occupare l’area pacificamente anche con un centinaio di operai. All’orizzonte ora potrebbe profilarsi un incontro tra le parti per la risoluzione della vicenda. 

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Pubblicato il 29 Luglio 2004
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