«Benzina troppo cara, ritocchiamo gli sconti»

La Confesercenti torna alla carica e scrive al presidente della Regione Lombardia: se i varesini tornano in Svizzera a fare il pieno la legge va rivista

Quando è troppo è troppo. Ormai per fare un pieno occorre chiedere un prestito in banca e quindi molti varesini, ma anche molti comaschi, hanno deciso di lasciare la tessera dello "sconto benzina" nel portafogli e tornare a fare il pieno in Svizzera. 
Ma chi ha fortemente voluto la Legge regionale che sta dietro quella tesserina bianca con il microchip, non ci sta. E così la Confesercenti varesina, nella veste del direttore Gianni Lucchina, torna alla carica. E lo fa scrivendo una lettera al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.  
In sostanza si chiede di "ritoccare" le norme che stanno alla base della legge entrata in vigore il 1° luglio del 2000. 
«Premesso che il prezzo della benzina venduta nei Comuni transfrontalieri non può essere inferiore a quello applicato nella vicina Confederazione Elvetica, si propongono alcune soluzioni alternative » si legge nella lettera firmata da Gianni Lucchina e dal presidente della Faib Paolo Longo. 
In sostanza si tratterebbe di sollecitare il Governo affinché approvi la defiscalizzazione dei futuri aumenti di carburante che derivano dall’incremento del prezzo del greggio. Ma non solo. La Confesercenti chiede una maggiore flessibilità nell’attuazione della Legge regionale, modulando lo sconto in virtù della differenza tra il prezzo applicato nei Comuni italiani di confine e quello applicato dalla Svizzera. Quindi, non sconti rigidi ma calcolati in base al fluttuare del prezzo della benzina. 
Ultime due richieste: estendere la fascia di confine di ulteriori 10 chilometri portando così a 30 chilometri la fascia d’attuazione della Legge e istituire un osservatorio sui prezzi dei carburanti. 
Tutto ciò per non vanificare i vantaggi che la carta sconto ha portato agli automobilisti varesini ma anche alla Regione Lombardia. «Ingenti risorse finanziarie sono rimaste nel nostro Paese – dicono ancora Lucchina e Longo – mentre prima venivano spese oltre confine; nessun costo aggiuntivo per Stato e Regione ma anzi incremento delle entrate. Si è evitata la chiusura di molti impianti di carburante  e si è registrato un aumento dell’occupazione». 
Tutto questo prima che il prezzo della benzina mettesse a dura prova qualunque sconto. 

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Pubblicato il 28 Agosto 2004
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