Polizia locale, si tirano le somme
Intervista con Alessandro Casale, dirigente comunale della vigilanza urbana a Busto
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Di polizia locale, polizia di prossimità eccetera si è molto parlato negli ultimi anni. Ora che a Busto il servizio è in funzione da alcuni mesi, è venuto il tempo di approfondire l’argomento. Per questo ci siamo rivolti al comando della polizia municipale nella persona del dirigente Alessandro Casale. «Abbiamo ormai contatti costanti con i Carabinieri e il Commissariato di polizia. Del resto il servizio di polizia locale è per sua natura integrato e interforze» dice Casale. «La polizia locale si occupa di tutte le questioni che concernono la sicurezza locale sul territorio. Questo perchè i cittadini, in caso di problemi, si rivolgono al Sindaco che hanno eletto. La polizia locale è dunque uno strumento che l’amministrazione comunale utilizza per tutelare i cittadini. Non a caso questa giunta ha creato uno specifico assessorato alla sicurezza». Si va dunque verso una tripartizione dei livelli di attività delle forze dell’ordine: tra polizia locale, polizia e Carabinieri che intervengono in caso di veri e propri reati criminali, infine la Digos e altri uffici consimili per il controllo di ogni movimento eversivo o terroristico. «Abbiamo vari addetti al presidio e controllo del territorio, in autunno dovremmo averne a disposizione una trentina. Ogni turno viene coperto da 8 vigili la mattina e il pomeriggio, e da 4 la sera, a coppie. Una delle pattuglie è appiedata, le altre motorizzate. Queste pattuglie sono i nostri occhi sul territorio cittadino, e il loro lavoro è integrato da quello di due poliziotti e due carabinieri per ogni turno» prosegue Casale. E circa la polizia di quartiere, il famoso poliziotto di quartiere? «Si tratta di un nucleo ad hoc che svolge circa 6 servizi alla settimana. Ci tengo a precisare che non si tratta di personale sottratto ad altri compiti ma di un "di più", un lavoro supplementare rispetto a quanto già facevamo. Ogni nucleo è composto di tre persone con un ufficio mobile ("security point"). Negli orari di presidio, segnalati su appositi cartelli, il sottufficiale comandante resta al security point per ricevere le segnalazioni dei cittadini,c he vengono raccolte in un database centralizzato qui al comando, mentre i due colleghi girano a piedi per il quartiere». E circa la videosorveglianza? «Abbiamo installato circa una decina di colonnine di soccorso con telecamere in parchi e cimiteri. Entro dicembre contiamo di approntare un nuovo sistema integrato di videosorveglianza – quello attuale lascia a desiderare – che la Regione finanzierà al 50% nell’ambito del Progetto Sicurezza. E’ un riconoscimento all’impegno di Busto nel costruire un servizio integrato e funzionale». |
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