«Chi colpisce l’Anpi vuole dare un colpo alla democrazia»

Centinaia di giovani in piazza San Giovanni per rispondere ancora l'attacco all'ANPI

«Questa manifestazione servirà a dare una scossa ad una città dove non si fa mai nulla per la socialità». Andrea Cegna, tra gli organizzatori del presidio-concerto di oggi in segno di solidarietà con l’ANPI, ha le idee chiare su quanto poco Busto offra ai giovani. «Così, ottenere questa piazza del centro (piazza San Giovanni, ndr) per farci musica punk, al di là dell’occasione stessa – l’incendio alla sede dell’ANPI – diviene atto politico e sociale. Del resto siamo in una città dove qualsiasi forma di espressione artistica tipica dei giovani – musica, graffiti, esibizioni di giocolieri e quant’altro – viene vissuta come un fenomeno paradelinquenziale, una forma di disturbo della pubblica quiete, di vandalismo. Ma noi sappiamo quali sono i veri vandali: quelli che hanno incendiato la sede dell’ANPI» Centinaia di ragazzi hanno affollato piazza San Giovanni, rigorosamente vestiti con la maglietta rossa con la scritta "Per il fascio in me non c’è posto". Insieme a loro erano presenti i maggiori rappresentanti dei partiti di sinistra e dei sindacati della zona, oltre a nutrite rappresentanze del Varese Social Forum e di associazioni come Emergency, Arci e Legambiente. 

Al concerto dell’Orchestrina del Suonatore Jones, che ha proposto pezzi di De André e canti della Resistenza, è seguito, prima degli attesissimi Punkreas, il discorso dell’onorevole Ivonne Trebbi, ex partigiana dell’ANPI provinciale di Varese, brevemente introdotta dal presidente dell’ANPI di Busto Arsizio Gianluigi Ceriotti. «Abbiamo ricevuto attestati da solidarietà anche da politici importante come Luciano Violante, ma il nostro ringraziamento va soprattutto ai ragazzi che testimoniano con la loro presenza il perdurare dello spirito della Resistenza e dei valori dell’antifascismo» ha detto la Trebbi. «L’ANPI è stata colpita perchè è il simbolo della vittoria della Resistenza e della sconfitta di Hitler, di Mussolini e dei loro scherani. Chi colpisce l’ANPI mira e minare la democrazia; invitiamo pertanto le forze dell’ordine a smascherare i colpevol i di questo atto di teppismo. Fatti del genere continuano a verificarsi sempre più di frequente, sotto forma di scritte antisemite, ingiurie e profanazioni di monumenti ai caduti e sedi di associazioni partigiane. Questi balordi fascisti hanno anche danneggiato il gazebo sotto casa Torretta, a Roma: e in tempi recenti hanno compiuto aggressioni anche nella nostra zona, come a Gallarate contro i sindacalisti». Qui emergono le preoccupazioni e i ricordi di un tempo non troppo lontano. «Il fascismo salì al potere con la violenza, bruciando le sedi dei giornali e le Case del Popolo e assassinando i sindacalisti. In vent’anni di potere fece quattro guerre e portò l’Italia alla rovina. Chi ha incendiato la nostra sede di Busto queste cose non le sa, nessuno, nè la famiglia nè la scuola, gli ha insegnato il valore della libertà. A voi ragazzi dico: siete la nostra speranza, il nostro domani. Oggi i fascisti rialzano la cresta sull’onda del revisionismo imperante, per cui tutti erano uguali, ribelli e sgherri di Salò. Quando penso ai miei compagni partigiani trucidati, fucilati, impiccati, mi si rivolta la coscienza al pensiero che vengano equiparati ai repubblichini. I partigiani vestivano di stracci e facevano la fame, i fascisti stavano comodi in caserma». 

L’onorevole Trebbi ha poi ricordato la vicenda dell’"armadio della vergogna" (le carte sui massacri nazisti in Italia nascoste per trent’anni al Palazzo di Giustizia di Roma per non irritare l’alleato NATO tedesco-occidentale con le dovute inchieste, ndr) e il taglio del 50% dei finanziamenti statali all’ANPI, oltre al recente riconoscimento dello status di legittimi belligeranti agli ex repubblichini da parte del Senato, come sintomi dell’atteggiamento ostile del governo. Dopo il discorso di Ivonne Trebbi, è partita l’esibizione dei Punkreas, che hanno entusiasmato la piazza con il loro migliore repertorio. Al termine è prevista la lettura di brani scelti dall’opera teatrale "Mai morti", aspra denuncia delle malvagità fasciste resa famosa dall’interpretazione del grande Bebo Storti.

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Pubblicato il 19 Settembre 2004
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