Inquinamento: sono 126 le aree a rischio in provincia
I dati raccolti da una banca dati dell'Arpa sulla contaminazione da idrocarburi e solventi nei terreni e nelle acque del Varesotto. Particolarmente colpita la zona del Sempione
Una vera e propria banca dati dei siti contaminati. E’ questo lo strumento che l’Arpa di Varese ha realizzato monitorando il territorio della Provincia.
Si tratta di una sorta di "schedario" informatico nato al termine di un attento censimento delle aree a rischio di contaminazione. E il quadro che emerge non è del tutto rassicurante, dal momento che nel Varesotto sono state censite ben 126 aree soggette a controlli a vario titolo, nelle quali è stata verificata l’eventuale contaminazione di acqua e terreno.
Secondo il monitoraggio, la maggior parte dei siti esaminati appartiene alla zona sud della provincia, nell’area del Sempione, e del Saronnese, dove si concentrano la maggior parte delle industrie e della popolazione. La categoria più “rappresentata” nelle indagini è costituita dalle aree industriali in attività, seguita da quelle dismesse e dalle stazioni di servizio per la vendita di carburanti.
Sul totale dei siti investigati circa il 67 per cento – due su tre – è risultato contaminato, il 13 % non contaminato; per i restanti sono tuttora in corso gli accertamenti. La contaminazione più comune nei terreni è quella causata da idrocarburi pesanti (gasoli e/o nafte), mentre le acque di falda contaminate denunciano per lo più la presenza di solventi clorurati tipo trielina e percloroetilene.
Il 40 per cento dei siti risultati contaminati (dunque il 26,8 per cento del totale, ndr) è stato completamente bonificato, negli altri le procedure tecniche ed amministrative per la bonifica sono ancora in corso. Restano pertanto ancora da bonificare oltre il 40 per cento dei siti analizzati; un lavoro non da poco per l’ARPA. Tra i metodi di bonifica il più utilizzato per i terreni è l’escavazione con successivo conferimento del terreno inquinato in discariche autorizzate. I terreni contaminati da sostanze volatili, quali ad esempio le benzine, vengono invece bonificati per lo più estraendo direttamente l’agente inquinante tramite pompe aspiranti. Infine, per bonificare le falde si estrae l’acqua dai pozzi e la si invia alla depurazione.
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