E’ ancora possibile combattere l’AIDS in Africa?
L'Associazione "Amici di Mons. Emilio Patiarca" oganizza per sabato 26 novebre all'Insubria un convegno sul problema del'AIDS
Per non dimenticare il problema dell’AIDS nel continente africano, l’"Associazione amici di di Monsignor Emilio Patriarca-onlus" organizza per sabato 27 novembre il convegno "AIDS in Africa: è proprio impossibile combatterla?" alle 14:30 presso l’Università Insubria.
L’associazione nata nel 1999 in seguito alla nomina di Mons. Patriarca a Vescovo della Diocesi Monze in Zambia, raccoglie ormai circa 500 soci, varesini e non, e opera con uno scopo duplice. Infatti oltre a portare aiuti e realizzare progetti di vario genere sul territorio "è stata creata con l’idea" spiega il Presidente don Peppino Maffi " di essere accanto alla popolazione per insegnare loro come agire autonomamente nel proprio territorio. La nostra attività non si limita a realizzare progetti, ma anche e soprattutto verso un’azione di educazione e insegnamento".
La serie di problematiche di cui questo gruppo si occupa sono molteplici, ma gran parte delle energie e dei fondi viene spesa proprio nel settore dell’AIDS. "Basta guardare qualche numero" dice in tono sconsolato ma provocatorio il Vicepresidente Marco Astuti "su una popolazione di 10 milioni con un’età media di 35 anni, il 50 per cento ha meno di 15 anni e gli orfani sono ormai un milione. Il dato più agghiacciante è però quello del reddito lordo annuo pro capite: una persona in Zambia vive oggi con 370 dollari all’anno. Nel 1980 era di 505 dollari , segno che l’ AIDS ha conseguenze gravi anche sul piano economico".
Il convegno del 27 novembre prevede, oltre al concerto Gospel del coro "Lift Your Voice Gospel" alle 18, due relazioni di cui una tratterà il problema dell’AIDS dal punto di vista medico e sociale, mentre la seconda riguarderà la presentazione di un progetto della Diocesi di Monze. Un’attenzione particolare andrà posta sugli interventi del giornalista comboniano Jean-Leonard Touadi riguardante alcuni aspetti tipici della cultura africana e quello della Boehringer Ingelheim Italia, una ditta farmaceutica di origine tedesca.
"Siamo molto contenti" ha spiegato il dottor Nicola Saraceni della Boehringer "che l’associazione ci abbia chiamato per partecipare a questo convegno. Per un impegno efficace che porti all’abbattimento del costo dei farmaci o a una loro distribuzione gratuita, la nostra azienda ritiene che, oltre ad un’azione a livello internazionale, sia necessario partecipare a progetti più circoscritti che possano crescere e rafforzarsi nel tessuto locale".
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